Tè alle armi – Doppio oltraggio a quelle lapidi in discarica – Prima che suoni la campanella del troppo tardi

Fatti e misfatti di marzo 2015
Mario Relandini - 28 Marzo 2015

Tè alle armi

“Gruppi armati – nel Bangladesh – stanno distruggendo abitazioni e coltivazioni di ananas e limoni della tribù Kanda”.

Per violenza terroristica, per razzismo, per lotte tribali? No: per fare nuovo spazio a piantagioni di tè delle società “Syed tea” e “Land Company Ldt”. Nell’indifferenza delle autorità legittime locali e nazionali. E, allora, il sospetto non può che essere uno: quelle autorità, oltre ad essersi assicurate forniture di tè per tutta la vita, si sono assicurate anche qualche altra bustina. Anzi bustona. Con dentro non tè verde, ma dollari verdi.

bullismoDoppio oltraggio a quelle lapidi in discarica

“Individuato – dopo la vibrata protesta di alcuni cittadini – il responsabile dell’abbandono, in una discarica abusiva in località Rocca Cencia a Roma, di parti di tombe e di lapidi, alcune con ancora le foto dei defunti. Si tratta del titolare di una società incaricata del regolare smaltimento di quei reperti provenienti dal cimitero Verano e che tra l’altro, prima di essere definitivamente trattati, avrebbero dovuto essere sottoposti, per la loro natura, ad un processo di decontaminazione igienica”.

Il signor titolare della società – chissà perché non ne sono stati dati nome, cognome e ragione sociale – sembra essersela cavata, però, con poco: con una semplice denuncia per “vilipendio alla pietà dei defunti”. Che doveva esserci, certo, ma non da sola. Accompagnata anche, cioé, da una denuncia per abbandono di reperti igienicamente pericolosi e, per di più, in una discarica abusiva. Come mai, invece, tanti riguardi e tanta manica larga con questo cinico e irresponsabile “mister x”? Nessuno vorrebbe si trattasse di un altro vergognoso capitolo dell’ancora non completamente sconfitta “Mafia capitale”.

Prima che suoni la campanella del troppo tardi

“Vai volontaria – le ha imposto il compagno di classe di 14 anni – così l’insegnante non interroga me”. “No – le ha risposto lei – non ci vado”. E così, all’uscita da scuola, il compagno di classe, pur non interrogato, l’ha presa ugualmente a bastonate”.

Dar Ciriola

Un altro episodio sconcertante, dunque, in una scuola media. Indice di un fenomeno che non andrebbe ignorato, sottovalutato e tanto meno liquidato con il solito stupido buonismo. Dal Governo, dal Tribunale dei minori, dai presidi e dagli insegnanti delle scuole. Ma subito. Prima che suoni la campanella del troppo tardi.


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