Termini, l’uomo lasciato sull’asfalto e il mistero del movente: ecco cosa sappiamo

Si tratta di un 57enne, funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggredito brutalmente intorno alle 22 di sabato sera

La violenza esplosa attorno alla stazione Termini riporta l’area più sensibile dello scalo ferroviario di Roma sotto la massima attenzione delle istituzioni.

Due aggressioni ravvicinate, un uomo ridotto in fin di vita sull’asfalto e una scia di interrogativi ancora aperti hanno fatto scattare l’allarme in Prefettura.

Proprio oggi, a Palazzo Valentini, era già in calendario il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: tra i dossier sul tavolo c’è anche il rafforzamento dei controlli nell’area della stazione.

L’obiettivo è individuare nuove contromisure per irrobustire la sicurezza nella cosiddetta “zona rossa”, attiva a Termini dal 30 dicembre 2024 e ampliata nel marzo 2025 fino a comprendere anche Valle Aurelia.

Ma nonostante il perimetro speciale, l’Esquilino continua a essere percepito come una zona fragile, dove la tensione resta alta e il confine tra presidio e degrado appare ancora sottile.

Il prefetto: «Reazione immediata, indagini senza sosta»

Sul caso è intervenuto già ieri il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che ha sottolineato «l’immediata ed efficace reazione delle forze dell’ordine» dopo i gravissimi episodi.

«Per quanto riguarda l’aggressione al funzionario del ministero – ha dichiarato le indagini stanno proseguendo con grande determinazione per individuare eventuali altri responsabili e chiarire in modo puntuale la dinamica». E poi l’impegno: «L’attività di controllo sull’area della stazione Termini continuerà».

Arresti e caccia ai complici

Il bilancio, intanto, è pesante. Due arresti, entrambi giovanissimi e da tempo gravitanti attorno alla zona della stazione. Almeno altri sei complici sono attivamente ricercati. E soprattutto c’è una vittima che ha rischiato di morire.

Si tratta di un 57enne, funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggredito brutalmente intorno alle 22 di sabato sera.

Secondo quanto trapela da fonti della questura di Roma, l’uomo è ricoverato al policlinico Umberto I in prognosi riservata, ma fortunatamente non sarebbe più in pericolo di vita.

Le lesioni più gravi riguardano il volto: fratture multiple, tra cui una particolarmente seria alla mandibola. Per precauzione è stato sedato e resta costantemente monitorato dai medici.

Quando le sue condizioni lo permetteranno, potrà raccontare agli investigatori la sua versione dei fatti.

Sulla vicenda segue da vicino anche il ministro Adolfo Urso, che ha chiesto aggiornamenti continui alle forze dell’ordine.

Il movente resta un rebus

Ed è proprio il movente a rappresentare, al momento, il nodo più oscuro dell’inchiesta. La pista della rapina finita male è stata valutata, ma convince solo in parte. Quando il 57enne è stato soccorso dai passanti, aveva ancora con sé portafoglio e telefono.

Un dettaglio che apre a scenari più inquietanti. Gli inquirenti non escludono che la vittima conoscesse i suoi aggressori, o che si sia trattato di un pestaggio mirato, forse pianificato.

In uno dei video acquisiti dagli investigatori si vedrebbero almeno otto persone muoversi compatte verso l’uomo e colpirlo immediatamente, senza esitazioni. Un’azione rapida, diretta, che lascia pochi margini all’improvvisazione.

Il funzionario è stato lasciato a terra, privo di sensi, in condizioni disperate. Solo l’intervento dei passanti e dei sanitari del 118, che lo hanno trasportato d’urgenza in codice rosso al policlinico Umberto I, ha evitato il peggio.

Mentre prosegue la caccia ai responsabili e il Comitato per la sicurezza studia nuove misure, Termini torna così a essere il simbolo di una sfida irrisolta: quella tra controllo del territorio e violenza urbana, in un’area che continua a rappresentare uno dei punti più critici della capitale.


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