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Termovalorizzatore a Roma, scontro sulla logistica: Fratelli d’Italia attacca il piano stradale

"Altro che trasporto esclusivo su ferro, i rioni del quadrante sud saranno invasi dai tir"

Le rassicurazioni del Campidoglio sul futuro termovalorizzatore di Santa Palomba si scontrano con la dura realtà dei piani infrastrutturali pensati per il quadrante meridionale della città.

Mentre il sindaco Roberto Gualtieri difende la centralità del progetto per la chiusura del ciclo dei rifiuti capitolini, le opposizioni sollevano forti dubbi sulla reale trasparenza del piano logistico.

Al centro della polemica c’è uno stanziamento da 10 milioni di euro destinato alla riqualificazione strutturale di via di Porta Medaglia, un’arteria ad oggi rurale ed estremamente fragile, che secondo i consiglieri di minoranza tradirebbe la promessa di una movimentazione dei rifiuti interamente confinata sui binari ferroviari.

La denuncia porta la firma del senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo e del capogruppo in Municipio IX Massimiliano De Juliis.

Secondo gli esponenti della destra romana, l’adeguamento pesante di via di Porta Medaglia non sarebbe un intervento isolato di manutenzione locale, bensì l’indizio tangibile di una pianificazione parallela incentrata sul trasporto stradale.

Una scelta che smentirebbe la narrazione ufficiale dell’amministrazione capitolina, da mesi arroccata sulla tesi di un flusso di scarti confinato esclusivamente alle ore notturne e alla rete ferroviaria.

Il timore manifestato dalle forze di opposizione riguarda il potenziale collasso viario e ambientale di un intero settore cittadino.

Se il trasporto su gomma dovesse essere integrato nella logistica ordinaria del sito, grandi arterie storicamente congestionate come la via Laurentina, la via Ardeatina, via della Falcognana e la stessa via Nettunense si ritroverebbero quotidianamente invase da lunghe colonne di compattatori e tir carichi di immondizia.

Ma la critica si spinge oltre la viabilità, toccando il modello industriale dell’opera. Secondo Fratelli d’Italia, le dimensioni del mega-impianto risulterebbero ampiamente sovrastimate rispetto al reale fabbisogno di smaltimento della sola Capitale.

Un sovradimensionamento che, per evitare pesanti passivi di bilancio nella gestione economica della struttura, costringerebbe Roma a “importare” quote crescenti di rifiuti provenienti da altri comuni del Lazio o da fuori regione, trasformando il sito in un polo attrattivo interregionale.

Da qui la decisione di depositare una mozione urgente nell’aula del Municipio IX.

L’obiettivo dell’atto ispettivo è duplice: costringere il sindaco-commissario a pubblicare integralmente e in trasparenza i piani di flusso del traffico pesante e, al contempo, inserire una clausola vincolante che escluda in via definitiva il transito dei tir dei rifiuti sulle strade secondarie del quadrante, chiamando la maggioranza di centrosinistra a esprimersi formalmente in Aula: “Se le parole del sindaco sull’impiego esclusivo dei treni sono veritiere, la maggioranza approvi l’atto con serenità”.

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