Tevere. A due settimane dalla moria di pesci ancora non individuate le cause

Ecoitaliasolidale: "Non si saranno mica suicidati? Fallimento totale a Roma su ambiente e gestione del Fiume"
Redazione - 17 Giugno 2020

“Siamo al paradosso, a due settimane dalla moria di pesci che immediatamente nella mattinata del 30 maggio 2020 come Ecoitaliasolidale abbiamo reso pubblico lanciando l’appello alle Istituzioni di accertare immediatamente le cause ed eventuali responsabilità, ancora non vi sono  risposte. Attendiamo solo che paradossalmente qualcuno ipotizzi un suicidio dei pesci.”

È quanto dichiarano Piergiorgio Benvenuti e Fabio Ficosecco rispettivamente Presidente Nazionale e Coordinatore romano del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale.

“Giusto posizionare in questi giorni diversi new jersey in calcestruzzo per bloccare alcuni varchi d’accesso alle banchine e di fatto impedire ulteriori sversamenti di materiale nel fiume come ha reso noto con un comunicato il Campidoglio, ma non è la soluzione ottimale né tantomeno può essere considerata in continuità rispetto alle indagini per individuare eventuali responsabilità rispetto alla moria dei pesci. Se qualcuno ha sversato sostanze velenose nel Tevere dalle banchine ci dovrebbe essere  stata una differente e tempestiva attenzione, significherebbe aver messo a rischio la salute pubblica dei romani.

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Sta di fatto che né vi sono state indagini tempestive, né vi sono stati interventi adeguati come il posizionamento di barriere per bloccare l’arrivo dei pesci morti in mare, né vi sono programmi e progetti adeguati per riqualificare il fiume e la golena, un ennesima
incapacità ad affrontare problemi del territorio  da parte di  chi amministra la città.

Soprattutto, ormai da tempo lo sosteniamo – concludono gli esponenti di
Ecoitaliasolidale- in tema di ambiente e di difesa della biodiversità di Roma, nella  città più verde d’Europa la Raggi e la sua Amministrazione ha totalmente fallito.


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