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Torvaianica tra delfini e plastiche

Una nota di Piergiorgio Benvenuti, Presidente del Movimento Ecologista Ecoitalisolidale

“Come lo scorso anno sulla costa laziale, nello specchio di mare di fronte a Torvaianica, e proprio alla vigilia del ferragosto,  abbiamo avvistato,   a qualche centinaia di metri dalla costa, un branco di decine di delfini danzare fra le onde”.

È quanto dichiara Piergiorgio Benvenuti, Presidente del Movimento Ecologista Ecoitalisolidale che insieme ad un gruppo di amici stava al largo della costa a bordo del tradizionale barcone turistico che porta i bagnanti a fare il bagno al largo.

Il gruppo di splendidi esemplari di delfini, compresi cuccioli,  si sono cimentati in una danza  fra le onde del mare, una danza di gioia che ha reso felici tutti coloro  che hanno potuto osservare questo affascinante spettacolo naturale.

“Da parte nostra, ancora una volta vogliamo porre l’attenzione alle campagne di comunicazione  di Ecoitaliasolidale “Stop alla plastica”,  l’impegno -ricorda Benvenuti- che deve essere di tutti affinché questi spettacoli straordinari possano continuare ad essere osservati”.

Difendere il Mar Mediterraneo, significa garantire la vita ad  oltre 12 Mila specie marine che sono presenti e che rappresentano tra il 4 ed 12% della biodiversità marina mondiale. Ed   è bene menzionare -ricordano da Ecoitaliasolidale- come   il 70% della copertura  globale del Pianeta è costituito proprio dal mare, che rappresenta il grande regolatore del clima terrestre.

Come ricorda il Prof. Luigi Campanella, scienziato di fama internazionale e già Presidente della Società Chimica Italiana e già Preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università La Sapienza di  Roma,   “Terra e acqua sono pari purtroppo in una gara assai poco virtuosa che riguarda la plastica smaltita: 22 miliardi di kg in terra ,altrettanti in mare, un valore che potrebbe moltiplicarsi fino a 500 volte nel 2050 se non si interviene con nuove norme delle quali si parla da tempo. A quel punto in mare ci saranno più plastiche che pesci.

 “Non ultimo e meno preoccupante il contributo della produzione di plastica all’effetto serra,  calcolato nella percentuale del  3,7% -ricorda il Prof. Campanella- un valore che secondo diverse proiezioni potrebbe divenire del 4,5% al 2050”.

Inoltre da non sottovalutare che le microparticelle di plastica vengono ingerite dai pesci che le scambiano per plancton, il loro cibo, e che successivamente tale sostanze nocive -ricorda Benvenuti- vengono ingerite da noi mangiando il pesce, con evidente pericolo per la salute”.

“Non c’è tempo da perdere – ha concluso Benvenuti –  dobbiamo difendere la terra che ci consente di  vivere ed il mare che ci fa respirare e vogliamo  poter osservare anche in futuro lo spettacolo straordinario della danza dei delfini in mare”.


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