Un altro gioco delle tre carte – Silvio da Milano a Roccacannuccia? – “L’Unità” di Veneziani – Ustica, un’altra vergogna dello Stato

Fatti e misfatti di marzo 2015
Mario Relandini - 31 Marzo 2015

Un altro gioco delle tre carte

“La disoccupazione in Italia – gli ultimi dati dell’Istat – è aumentata ancora dello 0,2% e quella dei giovani, in particolare, del l’ 1,4”.

Ma come? Se il “premier” Renzi, proprio in questi giorni, ha fatto sapere che – bene, benissimo – sono stati creati 100 mila posti di lavoro in più? Spiega, a questo proposito, l’Istat: i nostri dati non coincidono con i dati del Governo perché i nuovi contratti di lavoro sono stati, verosimilmente, transizioni da tempo determinato ad altri tipi di contratto e, quindi, non assunzioni “ex novo”. Tutto chiaro, allora: il solito gioco delle tre carte. E, realmente, 44 mila disoccupati in più.

Silvio da Milano a Roccacannuccia?

“I senatori Manuela Repetti e Sandro Bondi – alla fine – hanno fatto il passo che meditavano da tempo: hanno lasciato “Forza Italia” e hanno aderito al “Gruppo misto””.

Ma fosse solo questo: Raffaele Fitto continua a stare sempre più con un piede dentro e l’altro fuori “Forza Italia” e i vecchi colonnelli del partito, minacciati di rottamazione dalla sempre più potente tesoriera del partito e tesorina di Berlusconi, Maria Rosa Rossi, sono entrati in dura e pericolosa agitazione. Povero Silvio, meschino. Continuando così, infatti, altro che riconquistare Milano e l’Italia: nemmeno Roccacannuccia.

Sandro Bondi

Sandro Bondi

“L’Unità” di Veneziani

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“Il quotidiano “L’Unità” – salvo imprevisti – sarà di nuovo in edicola il 25 aprile prossimo”.

Scrisse il suo fondatore Antonio Gramsci a sua madre, dal carcere in cui il fascismo l’aveva rinchiuso: “Non ho voluto mutare mai le mie opinioni per le quali sarei disposto a dare anche la vita”. Il nuovo editore dello storico quotidiano, Guido Veneziani, ha invece detto in una intervista al “Fatto quotidiano”: “Alle ultime elezioni politiche ho votato per Beppe Grillo… Oggi, però, voterei per Renzi”. Come passa il tempo e come cambiano i protagonisti. Ma quale giornale sarà “L’Unità” con un editore che, mutando clamorosamente le sue opinioni, è saltato dal “Movimento 5 stelle” al Pd e che, se per ipotesi dovesse mettere in gioco la vita per le sue nuove idee, col fischio che gramscianamente ce la metterebbe e, magari, salterebbe in braccio perfino a Gianfranco Fini?

Ustica, un’altra vergogna dello Stato

“Lo Stato – trentotto anni da quando il DC9 dell’ “Itavia” si inabissò, nel mare tra Ponza ed Ustica, con 81 persone a bordo – continua a non voler risarcire i familiari delle vittime e ha dato così incarico, all’Avvocatura, di opporsi in appello alla recente decisione del giudice monocratico di Palermo Sebastiana Ciardo”.

Alla base del no ai risarcimenti – com’è possibile leggere nell’atto di citazione in appello – l’impossibilità di provare che ad abbattere l’aereo fu un missile e, invece, la probabilità di una bomba esplosa a bordo. Probabilità provata? No, nemmeno questa. E, allora, come sostenerlo validamente in giudizio per rifiutare i risarcimenti? “Il fatto è – si può leggere ancora nell’atto di citazione in appello dell’Avvocatura dello Stato – che alla mancanza di elementi tecnici hanno supplito i mezzi di informazione che, denunciando (spesso senza alcun riscontro) trame e complotti internazionali, hanno infine determinato il radicato (ma tecnicamente non supportato) teorema secondo cui all’origine del disastro sarebbe stata una battaglia aerea”. Anche qui, però, tecnicamente supportato il teorema della bomba esplosa a bordo dell’aereo? No, nemmeno questo. E allora lo Stato, il quale dovrebbe vergognarsi per non essere stato capace di scoprire o di confessare la verità sul dramma del DC9 dell’ “Itavia”, avrebbe almeno fatto bene a risarcire le vittime. E ad evitare che la sua Avvocatura cercasse indecentemente di evitarlo, oltretutto, portando in Appello motivazioni non si sa se più ciniche o più sostanzialmente e giuridicamente prive del minimo valore.


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