Un arbitro sì, ma – Scuse legittime – L’Europa si è accorta dei marò

Fatti e misfatti di gennaio 2015
Mario Relandini - 15 Gennaio 2015

Un arbitro sì, ma…

“Per il Quirinale – sta continuando a predicare il “premier” Renzi – si dovrà eleggere un arbitro”.

Più che giusto e costituzionale. Solo che dovrebbe essere un arbitro il quale, una volta in campo, sia in grado di accorgersi e di non avallare gli sgambetti tra i giocatori e i falli in area di rigore. Il rigore, soprattutto, istituzionale. Con particolare attenzione, anche, a chi sia giusto assegnare le rimesse laterali e quando il gioco dovesse finire oltre la linea di fondo. Quel fondo che, specialmente in questi ultimi tempi, si è purtroppo superato un po’ da tutti.

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“Scusate – si è frattanto congedato Giorgio Napolitano, ieri, dai suoi collaboratori – se, in tutti questi nove anni del mio mandato, ho sorriso poco”.

Sarà stato certamente scusato. Ma non per deferenza. Per il fatto che, in quei nove travagliati anni di mandato, Giorgio Napolitano ha avuto, in effetti, molto poco da sorridere. E, tanto meno, da ridere.

L’Europa si è accorta dei marò

“Il Parlamento europeo – riunito in seduta plenaria – si è deciso ad affrontare il “caso” dei due nostri marò “perseguitati” dai giudici indiani decretando che la loro detenzione senza un’accusa dopo tre anni è una grave violazione dei diritti umani. E ha chiesto, di conseguenza, che questo “caso” venga trasmesso alla competente giurisdizione italiana o affidato ad un arbitrato internazionale”.

Dar Ciriola

Buongiorno, dunque, Parlamento europeo. Ora, tuttavia, occorrerà attendere la risposta di Nuova Delhi. Anche se è presumibile che l’India, se non altro per salvaguardare i grossi interessi economici in ballo con l’Europa, non dovrebbe insistere nel suo illegale comportamento. Che il dio Shiva, ma soprattutto il suo neopremier Narendra Modi, finalmente l’assistano.

 


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