Un dejà-vu la presentazione del masterplan del Parco Archeologico Centocelle

Lunedì 17 luglio 2023 presso la Casa della Cultura a Villa De Sanctis

C’erano i politici, gli addetti ai lavori, il nutrito gruppo di cittadini curiosi, i comitati e le associazioni più o meno storiche, i rottamatori che dal fondo della sala rumoreggiavano interrompendo più volte i relatori intervenuti, sostanzialmente i rappresentanti delle Istituzioni quali l’Assessore all’ambiente, all’agricoltura e al ciclo dei rifiuti comunale Sabrina Alfonsi, i Presidenti del Municipio V e del VII, Mauro Caliste e Francesco Laddaga, l’Assessore all’ambiente del Municipio V Edoardo Annucci, il consigliere comunale Alessandro Luparelli, il Presidente della Commissione comunale all’ambiente Giammarco Palmieri, il Progettista nonché Direttore dei lavori Arch. Paolo Pineschi per Aka Project.

In fondo alla sala diversi pannelli illustrativi catturano il pubblico per l’alta resa esplicativa introducendo le novità dell’ennesimo, e speriamo ultimo, tentativo volto alla riqualificazione del Parco, stavolta attraverso un masterplan che vuole essere da subito esecutivo (sotto la direzione degli stessi architetti progettisti).

Si parte prendendo in eredità la  “Centocelle Forest”  l’idea dell’architetto Mark Ruthven vincitrice nel 1997 del concorso internazionale di idee promosso dal Comune di Roma, con la quale si immaginava l’abbraccio verdeggiante di una foresta a restituire ombra e relax in un luogo arso dal sole e piegato dal vento, tipico di questo lembo di Agro Romano.

Quindi via libera dall’autunnonprossimo e dopo la bonifica da eventuali ordigni bellici, alla messa a dimora di 500 alberi  che andranno ad infittire le fila di quelli dell’ultima inaugurazione, ben 17 anni fa, radi da sempre, e molti dei quali ormai caduti. Basta pini, basta cipressi, sì a quelli della flora mediterranea che, una volta attecchiti, dovrebbero meglio superare siccità e poche cure.

Gli accessi, nota dolente del Parco, vengono finalmente aumentati fino a quattro sul lato della Casilina, sia pedonali che carrabili, due su Via di Centocelle e uno ciascuno per quelli su Viale Palmiro Togliatti e Via Papiria, versante questo ancora sacrificato in quanto, almeno nel breve, non avrà accesso all’area verde prospiciente, essendo privata, ma solo un percorso di attraversamento verso l’area centrale.

Ancora da definire la sorte dell’accesso più prossimo alla Metro C Parco di Centocelle, quello dell’area dell’ex distributore di benzina, passata a nuovi proprietari ma di fatto rimasta senza sviluppi e sotto scacco dall’alternarsi delle occupazioni abusive e le incertezze del dopo incendio del 9 luglio 2022.

A proposito della riqualificazione dei percorsi interni ciclopedonali e  di identificazione di aree per la cultura e la socialità e lo sport, che tanto avevamo attenzionato all’epoca del Bilancio Partecipativo,  emerge la “Promenade”, un percorso pedonale  che si snoda in gradoni dalla nuova “piazza centrale con fontane” attigua al parcheggio, fino alla terrazza con vista sulla Tagliata. Un’area  aperta agli eventi e alla socialità, soluzione finale ben lontana dalla prima bozza apparsa su Instagram, nella quale una grande scalinata scendeva verso il canalone tombando completamente l’accesso al tunnel sotterraneo dell’ex Stefer, che nel lontano 2016 percorremmo a piedi e in bici proprio a dimostrare un possibile uso per visite culturali e per la mobilità sostenibile.

La percorribilità della Tagliata, in futuro fittamente alberata e dedicata alla biodiversità, dovrà attendere la necessaria bonifica dai rifiuti, scoperti nell’incendio covante del gennaio 2017, e a data da definirsi.

Di certo verrà messa mano all’attesissima area ludica, stavolta ben lontana dall’assolata pista di atterraggio e speriamo pure dalle aree soggette ad allagamenti. Un’area attrezzata e dedicata a coloro che più di tutti hanno pagato la pochezza di sforzi e di fondi di questi anni in tema di aree giochi in periferia.

Sulla pista d’atterraggio inoltre vediamo il “playground” dedicato alle nuove leve che nelle intenzioni avranno uno spazio per il gioco libero. La pista diventa un susseguirsi di sagome di campi di gioco colorati: dalla pallavolo, al basket, al ping pong, e pure un tratto di pista di atletica,  diremmo un po’ troppo congestionata, con nulla che rammenti il librarsi da terra, la leggerezza del volo, il sogno di Dedalo e Icaro: un deciso colpo di spugna rispetto a quello che vuole rappresentare, in termini storici,  la memoria del primo aeroporto d’Italia, e della neonata scuola di volo, seppur militare,  premessa per quella civile.

Per l’archeologia invece ancora un nulla di fatto. Nonostante i fondi accumulati, nessun cenno alla musealizzazione e all’apertura al pubblico della Villa della Piscina, il cui destino è nelle competenze delle Soprintendenze statale e capitolina.

Stessa storia al momento per il nodo della delocalizzazione degli auto demolitori la cui presenza preclude di fatto ogni possibile rigenerazione o destinazione compatibile con il Parco delle aree sottostanti e comunque da bonificare.

Come affermato dal progettista “il progetto non ha la bacchetta magica” e noi apprezziamo davvero l’intento ideativo e progettuale nel conciliare le così tante variabili e aspettative  che gravitano intorno al Parco, sempre in bilico tra nuove partenze ed ennesimi stop.

Ci auguriamo quindi che il masterplan si traduca presto in realtà, che sia più condiviso con la Cittadinanza perché la conoscenza del territorio che spesso hanno le comunità locali, definita da UNESCO “patrimonio culturale immateriale”, può essere  preziosa,  e che siano preventivamente previste le attività, le risorse finanziarie e umane necessarie alla tutela e sostenibilità delle innovazioni per non ritrovarsi, come purtroppo successe dopo due anni dall’inaugurazione del 1° stralcio nel 2006, con un pugno di mosche ed un parco abbandonato a sé stesso.

La Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle OdV


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Un commento su “Un dejà-vu la presentazione del masterplan del Parco Archeologico Centocelle

  1. Credo che dopo aver letto l’articolo di oltre ñ 20 anni fa scritto sul parco dal Direttore Luciani, le impressioni fatte dall’Archeologa Patrizia Gioia e essere stati in mezzo si convenuti alla presentazione del MasterPlan e letto parola per parola il contenuto di questo pezzo ritengo che neppure il responsabile dell’ufficio comunicazione e stampa degli attuali amministratori o degli stessi proponenti progettisti avrebbero potuto scrivere meglio. Una proposta che relega la questione centrale e che è l’Archeologia a fatto secondario e che troverà risposte in futuro, la dice tutta. Perché questi supporter dell’amministrazione no provano a confrontarsi in un contesto pubblico con il territorio?

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