Un semplice buffetto al pubblico ministero “scordarello” – Ennesima malasanità – Gli stupefacenti 99 di Doris

Fatti e misfatti di luglio 2015
Mario Relandini - 21 Luglio 2015

Un semplice buffetto al pubblico ministero “scordarello”

“Un pubblico ministero – a Lecco – aveva “dimenticato” in cella due persone in attesa dell’ iter processuale, poi se n’era ricordato dopo 208 giorni per uno e 116 per l’altro e li aveva rimessi in libertà”.

“L’ingiusta privazione della libertà – avevano giustamente sottolineato i magistrati di primo grado ai quali era stato affidato l’incredibile “caso” – è un “fatto estremamente grave”. Ma, una volta a sentenza, avevano condannato il pubblico ministero “scordarello”, in sede disciplinare, alla semplice sanzione della censura. Sentenza poi confermata, addirittura a sezioni riunite, dalla Cassazione civile. Il solito buffetto al birichino, dunque, invece di una sanzione giustamente severa. Perché 208 giorni di carcere ingiusto in un caso e 116 in un altro non sono un gradevole soggiorno alle Haway. Ma non parlate, ai giudici, di responsabilità in caso di loro errori e di loro leggerezze anche non da poco. Per loro, tutt’al più, un buffetto e buon proseguimento. Anche di carriera.

ospedale tor vergataEnnesima malasanità

“Una ricoverata di 75 anni – all’ospedale “Tor Vergata” di Roma – è scivolata dalla barella, ha battuto la testa ed è morta per emorragia cerebrale”.

Lo scandalo nello scandalo è che in barella si trovava già da sei giorni, per mancanza di letti, al “pronto soccorso”. Da sei giorni, sì, nei locali di quel “soccorso” che avrebbe dovuto essere “pronto”. Vergogna. Vergogna Regione Lazio e Ministero della salute.

Gli stupefacenti 99 di Doris

“La signora Doris Ayling – residente in una cittadina del West Sessex – ha ricevuto un invito per accertamenti, dal “Portsmouth hospital”, in quanto risultata in stato di gravidanza”.

Esempio di eccezionale efficienza? Il contrario. Perché la signora Doris Ayling ha 99 anni. E il “Portsmouth hospital” nella lettera di invito, oltre a tutti gli altri suoi dati personali, ha indicato anche il suo anno di nascita: il 1915. Un errore, certo. Ma meglio errori così che gli errori che avvengono in certi ospedali italiani dove si arriva ad operare una gamba invece di un’altra. E, purtroppo, non solo.


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