“Uno in meno” – L’imbroglio delle divise “made in China”- Anche Dudù davanti ai giudici?

Fatti e misfatti di febbraio 2015
Mario Relandini - 18 Febbraio 2015

“Uno in meno”

“Quando l’ “Alsippe” (Alleanza sindacale polizia penitenziaria) ha pubblicato un “link” – sulla propria pagina “Facebook” – per annunciare il suicidio di un detenuto di 39 anni nel carcere milanese di Opera, sono subito seguiti numerosi commenti”.

Eccone alcuni: “Uno in meno”, “Speriamo abbia sofferto”, “Consiglio di mettere a disposizione più corda e più sapone”, “Questo passo dovrebbero farlo in tanti così risparmiamo un po’ di soldi”,”Mi domanda cosa aspettino gli altri a seguire l’esempio”. Scritti da chi? Luigi Pagano, vicecapo vicario del Dipartimento amministrazione penitenziaria, ha assicurato che si indagherà e che, se dovesse emergere siano stati scritti da qualche agente, verrebbero presi provvedimenti. Tenendo conto – si spera – del loro spirito, del loro odio e della loro ferocia da Isis.

Silvio Berlusconi e il cane Dudù

Silvio Berlusconi e il cane Dudù

L’imbroglio delle divise “made in China”

“La ditta vincitrice di una gara per la realizzazione di 130 mila uniformi da combattimento, 150 mila camicie bianche e azzurre da divisa e 126 mila berretti – che, da bando, avrebbe dovuto operare esclusivamente in Europa – se n’è invece tranquillamente infischiata e la commessa è stata “passata” all’imprenditore Zuo Xing-yan con stabilimento a Shangai”.

Ma non avrebbe dovuto esserci, al momento della consegna, una verifica? Certo. C’è stata. E proprio con questa verifica è stato possibile scoprire che, sotto l’etichetta “Made in CE”, vi era l’etichetta “Made in China”. Imbroglio che – secondo le prime indagini – si sarebbe perfezionato in Olanda. La merce sarebbe partita da Shangai, avrebbe fatto scalo a Rotterdam, qui sarebbe avvenuta l’ “operazione etichette”, quindi sarebbe ripartita per l’Italia. Facendo affidamento, evidentemente, in un mancato controllo che è andato, invece, a monte. Bloccato il pagamento della merce – ben dodici milioni di euro – l’imbroglio italo-cinese-olandese è ora nei fascicoli della Magistratura la quale ha già perfezionato dodici richieste di rinvio a giudizio. E la merce è stata sequestrata come corpo di reato o in quanto possibilmente nociva alla salute poiché proveniente da un Paese – come noto – produttore senza alcuno scrupolo? No, questo no. La merce è stata consegnata, in quattro e quattr’otto, alle varie Armi. Sarebbe interessante, allora, conoscerne il motivo. Anche nel caso in cui, in manacanza di quelle uniformi e di quelle divise, i militari sarebbero rimasti nudi.

Anche Dudù davanti ai giudici?

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“Non è assolutamente vero – ha fatto sapere l’avvocato Licia Polizio, legale della “fidanzata” Francesca Pascale – che Dudù sia pericolosamente ingozzato di troppi dolci. E, se l’accusatrice “Associazione italiana difesa animali e ambiente” dovesse continuare con le sue false affermazioni, ci vedremmo costretti ad adire le vie legali”.

Ecco. Ci mancava, ora, che i giudici dovessero cominciare ad occuparsi, anche, di Dudù Berlusconi.


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