Via del Mandrione-Casilina Vecchia, tra segni di degrado e possibilità di sviluppo economico e culturale

Intervista al Presidente del locale Comitato di quartiere Claudio Isidori
a cura di Aldo Pirone - 14 Aprile 2015

viadelMandrioneVia del Mandrione è una strada del VII Municipio oggi famosa e un tempo famigerata a Roma. E’ stato per diversi decenni un luogo di degrado e di dolore. Una baraccopoli dove ha vissuto per molti decenni del secolo scorso in povere baracche addossate all’Acquedotto Felice un’umanità proletaria e sottoproletaria d’immigrati dal sud, di edili, artigiani, nomadi e popolino dai mille mestieri. Accanto a loro le povere e fatiscenti catapecchie a “luci rosse” di una prostituzione altrettanto povera e misera. E tuttavia era anche un luogo vivo e vitale fatto di solidarietà e aiuto reciproco che attirò l’attenzione partecipe di grandi intellettuali come Pasolini e Moravia. La baraccopoli conviveva con piccole industrie artigianali, con la stazione ferroviaria Casilina, con le vecchie strutture dell’ospedale “Ramazzini”, con la sede della Guardia di Finanza, con le casette e le villette degli inizi del secolo, con i Salesiani di Don Bosco con tanto di chiesa e il cui oratorio offriva ai tanti giovani un luogo di svago.

A metà degli anni ’70 a quel popolo di baraccati venne, in parte, resa giustizia. Le baracche furono abbattute e la gente poté avere case decenti. In seguito è arrivata la Banca d’Italia che ha sostituito i Salesiani riprendendosi l’area che l’ordine religioso aveva in comodato d’uso. La Banca ha creato il suo “fortilizio” con tanto di piscine e campi sportivi, inaccessibili ai comuni mortali, aperti solo ai dipendenti. Neanche un campetto è stato lasciato ai tanti bambini e ragazzi del quartiere.

La via, incastrata fra la ferrovia e le rovine degli antichi acquedotti, anche se non c’è più la baraccopoli fatiscente continua ad avere molti problemi, rimasti irrisolti nonostante l’impegno del Comitato di quartiere presieduto da Claudio Isidori. Il primo fra tutti è il traffico che nelle ore di punta della mattina è intensissimo. Via del Mandrione confluisce in via Casilina Vecchia che passando vicino a Piazza Lodi prosegue col nome di via Casilina Nord per arrivare a Porta Maggiore. L’asse viario, perciò, è considerato da tanti un’alternativa a via Tuscolana in direzione del centro della città e attira il passaggio di molti veicoli. Un altro problema primario è che la via, incredibilmente, pur essendo ben dentro la città consolidata, manca ancora di fogne. Inoltre subisce i segni crescenti di un abusivismo e di un degrado cui i residenti più consapevoli cercano di resistere memori delle antiche tradizioni di solidarietà che li hanno accomunati nel tempo. Ultimamente, poi, vanno allocandosi lungo l’asse stradale alcune attività di ristorazione di grande impatto che creano, la sera, non pochi problemi per l’afflusso di un popolo di giovani “movidari” che parcheggiano le loro automobili nei punti più impensati dello stretto asse viario.

Durante il giorno in via del Mandrione, passata la buriana del mattutino traffico di attraversamento, si respira un’aria tranquilla, di piccolo paese, dove tutti si conoscono, anche i più recenti abitanti provenienti dalla nuova immigrazione extracomunitaria ed est europea.

Dentro la strada continuano a vivere molte attività artigianali e artistico-artigianali che danno lustro all’ambiente. La via risanata e valorizzata, come chiedono da anni i residenti, soprattutto nelle vestigia archeologiche degli Acquedotti romani, potrebbe rappresentare un percorso di grande interesse storico-culturale e anche una risorsa economica per il Municipio e per la città.

Per ora via del Mandrione-Casilina vecchia sembra essere in bilico fra un degrado incipiente che cerca di riemergere da un lontano passato e un futuro di valorizzazione e sviluppo. Il morto che riafferra il vivo.

A proposito di questo incerto crinale abbiamo chiesto lumi al Presidente del Comitato di quartiere Claudio Isidori.

Presidente, lottate da anni perché via del Mandrione abbia un po’ d’attenzione da parte dell’amministrazione municipale e comunale. Che cosa chiedete di preciso?

Chiediamo una cosa apparentemente banale e naturale che è quella di poterci muovere a piedi su via del Mandrione, in bicicletta,  con il carrello della spesa o con la carrozzina del bambino. Queste esigenze primarie sono precluse ai cittadini dell’area perché non esiste un marciapiede o un percorso protetto. Su una strada larga appena 5 metri ad altissimo flusso veicolare mattutino ci sono il doppio senso di marcia e la sosta, anche se illegittima, delle auto. Sono anni che chiediamo formalmente un tavolo di confronto con la Polizia municipale, con il Municipio, il Comune di Roma e con l’anacronistico Consorzio stradale di Via del Mandrione per trovare una soluzione di viabilità condivisa, senza ricevere risposte, se non interlocutorie e” bizzarre”, come quella di impiantare segnali stradali discutibili e divieti insensati. Riteniamo che le Amministrazioni preposte con questo comportamento reticente si stiano assumendo una grave responsabilità, anche penale, in caso d’incidente serio a pedoni o ciclisti. Analoga precarietà esiste lungo via Casilina Vecchia in concomitanza con i piccoli ponti ferroviari, dove la carreggiata è ancora più angusta e sui quali le vetture procedono a velocità sostenuta, ben oltre i 30 Km/h previsti. Altra richiesta ”sacrosanta” dei cittadini è quella d’una maggiore illuminazione su alcune aree oscure di via del Mandrione in particolare del “passetto”, percorso pedonale che collega il Mandrione  a via Assisi, e del ponte ferroviario all’inizio della strada lato via Casilina Nuova. Questi ultimi sono interventi importanti per i cittadini e d’irrisorio costo economico dietro i quali ACEA ed il Dipartimento  preposto  da anni si nascondono.

Quali sono i segni più evidenti di degrado? E perché non sono stati convenientemente affrontati finora?

 

Il decoro dei fornici dell’Acquedotto Felice ridotti a vere e proprie discariche e latrine. Sono i problemi più visibili di via del Mandrione, ma non vengono affrontati. Magari sarebbe sufficiente una semplice recinzione a paletti di castagno e rete a ridosso del manufatto. Il degrado più strutturale è rappresentato dall’ inesistenza di un’adeguata rete fognaria, sia di acque nere che pluvie, lungo una via tra le più lunghe di Roma. I perché sono a nostro avviso riconducibili allo storico ”scarso peso elettorale” del bacino d’utenza e alla  presenza di poteri forti non interessati all’argomento, come Ferrovie, Banca d’Italia e lo stesso Consorzio stradale del Mandrione.

Ho visto che non vi limitate a chiedere interventi all’amministrazione ma che cercate voi stessi di curare la strada nei limiti del possibile. Che avete fatto esattamente in questi ultimi anni?

Da quando i cittadini di quest’area hanno iniziato ad interessarsi  del proprio territorio in concreto, e di questo ringraziamo sia l’Amministrazione di prossimità per averci dato la possibilità di intervenire ai percorsi  partecipati e sia l’Università Roma Tre Facoltà di Architettura che ci ha sempre fornito il suo sostegno ed aiutato a vedere da altra ottica l’approccio ai diversi problemi presenti. Molto è stato fatto dal nostro Comitato, anche se molto resta ancora da fare. Abbiamo creato un giardino con annesso piccolo parcheggio e area cani in via Casilina Vecchia recuperandolo dal degrado e dai rifiuti tossici prima presenti, che ci permette di avere un bel punto di incontro sociale e discussione, l’unico su tutta l’area, da condividere con la città. Siamo riusciti a inserirci anche un orto urbano. Ma elencare le innumerevoli iniziative intraprese dal Comitato Casilina Vecchia/Mandrione nel sociale, in questi ultimi dieci anni di attività, è davvero un’impresa difficile. Abbiamo sempre partecipato alle discussioni importanti riguardanti la trasformazione del territorio come il Progetto Urbano San Lorenzo, per il quale abbiamo anche presentato le nostre ”osservazioni”, il raddoppio della bretella FS Merci Casilina-Ciampino, recentemente tornata alle cronache, seguiamo da vicino le problematiche dello stabile occupato ex ENCC di Via Assisi 157. Ci siamo battuti con successo insieme al Municipio per la bonifica dell’area ferroviaria della Stazione Tuscolana dall’amianto che copriva migliaia di mq. di capannoni alla quale peraltro RFI Spa si era opposta in sede TAR. E questo a beneficio di tutti i cittadini romani. Abbiamo partecipato con altri Comitati alla stesura del regolamento degli Orti urbani e fatto rete con i limitrofi Comitati di Tor Fiscale, Arco di Travertino (insieme ai quali produciamo un giornalino di quartiere” il Pungolo”), Villa Fiorelli, Comitato San Giovanni, Via Assisi per le problematiche comuni su urbanistica, mobilità, smaltimento rifiuti. Ci relazioniamo frequentemente con la Sovrintendenza Capitolina per la tutela dell’Acquedotto Felice, con RFI Spa e con l’Ama di zona con la quale abbiamo istituito una proficua collaborazione nelle pulizie sistematiche che i nostri cittadini/soci eseguono periodicamente in diversi tratti stradali abbandonati dalle Istituzioni.

Cosa vorreste che divenisse la vostra via? 

Risponderò su cosa vorremmo che non diventassero le nostre vie: percorsi di “movida” che renderebbero invivibile questa parte di città, “compressa tra ferrovie e Acquedotti”, dove a farla da padroni non siano i molti locali cult o le pseudo associazioni culturali fornite tutte di robusti banconi bar, che giornalmente germogliano senza controllo. Non per avversità precostituita, ma perché vorremmo evitare la sorte del vicino “Pigneto”, dove a vincere alla fine è stato soprattutto  l’alcol, lo spaccio di droga e il degrado; e dove ogni notte vengono impegnati costantemente tre o quattro cellulari e volanti della Polizia. Il nostro sogno è che tutto il Mandrione diventi il percorso archeologico della Via dell’Acqua che dal Parco degli Acquedotti attraversi Tor Fiscale per arrivare a Porta Maggiore.


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  Commenti: 2


  1. Roma, 6/08/2015

    Buongiorno,

    Il manto stradale di Via del Mandrione è gravemente ammalorato e grandi buche e diversi parti sconnesse recano ormai un serio pericolo soprattutto per le 2 ruote.

    La sistemazione ed il rifacimento di Via del Mandrione ormai non può più attendere e sta diventando un vero problema di sicurezza per tutti.
    Si chiede ai promotori e a chi mi legge di sensibilizzare chi di competenza, arrivando sino al Sindaco che ultimamente nonostante dica che sta facendo tanto per Roma, non se ne vedono i risulltati.
    Come cittadino chiedo subito la riparazione delle tante buche prima che qualche motoveicolo ci lasci la pelle.Dopo sarà ormai troppo tardi per ripararle.
    Ringraziando porgo distinti Saluti
    Roberto

    Confidando porgo Cordiali Saluti


  2. Ma Roma è un pó piú grande di Via del Mandrione

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