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Villa De Sanctis. Nuovi ritardi per i lavori di messa in sicurezza delle cavità

La denuncia di Fabio Balzani presidente dell’ASD Villa De Sanctis e dell’Associazione Impegno Civico
Damiano Rossi - 27 Novembre 2020

Parcheggio chiuso, 2 campi da tennis e uno da calcetto inutilizzabili. Questo il bilancio del cantiere sospeso nel parco e nell’impianto sportivo di Villa De Sanctis.

La denuncia dei ritardi è di Fabio Balzani presidente dell’ASD Villa De Sanctis e dell’Associazione Impegno Civico, realtà associativa del V Municipio. Iniziato tutto dallo sprofondare nella terra di un lampione, le successive indagini dell’associazione Roma sotterranea hanno individuato già a partire dal 2012 una fitta rete di cunicoli e gallerie ipogee, cave di pozzolana e moderne fungaie. Cinque le zone di rischio evidenziate dalle analisi per attuare i lavori consolidamento nel quadrante dell’area verde e della polisportiva.

Consegnate le aree e stimati gli inizi dei lavori per la prima settimana di settembre, il cantiere è fermo. Il terreno divelto dai carotaggi, l’area circondata da transenne e un vecchio veicolo arrugginito sono testimoni dello stop dei lavori. Come sottolinea Fabio Balzani ancora non sarebbe stata data infatti autorizzazione alla Bonifica Ordigni Bellici necessaria per avviare la fase successiva delle attività di cantiere “I ritardi sono almeno di tre mesi, in quanto le operazioni del Genio Civile per l’opera di bonifica sarebbero dovuto iniziare nella prima settimane di settembre”.

Mancherebbe dunque il via libera per permettere ai militari di poter effettuare i controlli propedeutici alla continuazione dei lavori. Tutto dunque è fermo e l’effettivo riempimento della cavità sotterranee non è stato ancora avviato con danno agli utenti degli impianti, ai cittadini per l’utilizzo del parco e infine alla stessa polisportiva, privata di spazi economicamente significativi.

Fabio Balzani spiega “prima dell’effettiva seconda fase sarà inoltre necessaria un’ulteriore mappatura delle gallerie ipogee da parte di Roma sotterranea e solo successivamente si potrà attuare il riempimento delle cavità”. Da contratto il tempo previsto per le operazioni di messa in sicurezza era stabilito in 6 mesi, ma tale tempistica appare difficilmente attuabile con un ritardo significativo già nella fase preparatoria.

L’attuale situazione di disagio è stata denunciata dall’Associazione Impegno Civico con lo scopo di sollecitare gli uffici competenti affinché l’impresa possa proseguire i lavori e riconsegnare l’area ai cittadini. “La sofferenza per noi è tanta, anche perché collegata alla difficile situazione del Covid-19” dice amareggiato Fabio Balzani “speriamo che la situazione si sblocchi e che si possa accelerare l’iter burocratico”.

 

Damiano Rossi

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