Violata perfino l’aula “Giulio Cesare” in Campidoglio – Carlo Cotticelli invece… – Altri guai per il “Nuovo Centro Destra”

Fatti e misfatti di giugno 2015
Mario Relandini - 10 Giugno 2015

Violata perfino l’aula “Giulio Cesare” in Campidoglio

“Anche il restauro dell’aula “Giulio Cesare dove, nel prestigioso Palazzo Senatorio, si riunisce il Consiglio comunale – come accertato da nuove indagini – era stato aggiudicato, nel 2010, a quel Fabrizio Amore il quale è uno tra i più indegni protagonisti del caso “Mafia capitale””.

Gli era stato aggiudicato grazie ad un bando ritagliato e cucito su misura per lui, con un tocco finale di quel Maurizio Anastasi, direttore dell’Area tecnica territoriale della Soprintendenza capitolina. Ora i due sono stati arrestati per turbativa d’asta, ma l’episodio – anche se di minore “intensità economica” rispetto a tanti altri già scoperti – non può non rivelarsi come emblematico del potere sfrontato di “Mafia capitale” e di quanti, per danaro, l’hanno vergognosamente favorita. “Roma – si sono sentiti gloriarsi, nelle intercettazioni dei carabinieri, i “boss” mafiosi – è ormai nostra”. Vero, se erano riusciti a violare anche la sacralità di un luogo come l’aula “Giulio Cesare”. Sotto gli occhi della solenne statua dell’imperatore romano . Che, pur nella freddezza del suo marmo, avrà avuto un fremito d’ira e di ripugnanza.

Inizia la cerimonia al CampidoglioBrava, brava Mariarosa

“Brava, brava Mariarosa ogni cosa sai far tu – il ritornello di uno spot pubblicitario nel “Carosello” della Rai anni 70 – Qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu”.

Quando Silvio Berlusconi aveva scelto Mariarosaria Rossi quale amministratrice di “Forza Italia” si era forse ricordato di quello spot di “Carosello”. Solo che la sua Mariarosaria ha fatto “flop”. Perché non ha saputo fare il suo lavoro e la vita di “Forza Italia”, anche da quando c’è lei, è tutt’ altro che rosa. Non ha saputo né ridimensionare seriamente il buco nelle casse del partito né recuperare quanto i parlamentari avrebbero dovuto fin qui versare attraverso le quote concordate. Tanto è vero che, per mettere una “pezza”, è dovuto intervenire proprio Silvio Berlusconi, insieme alla sua famiglia, con un versamento di 600 mila euro. Mariarosa Rossi però, nonostante il suo fallimento, è sempre al suo posto. Chissà perché. Brava, brava Mariarosa.

Carlo Cotticelli invece…

“Dalle intercettazioni dei carabinieri – invece – è venuto alla luce che a Carlo Cotticelli, il tesoriere del Pd romano, constatato che molti consiglieri comunali, e lo stesso sindaco Ignazio Marino, non ci sentivano né dall’orecchio destro né dall’orecchio sinistro, quando insisteva nel farsi pagare le percentuali dovute al partito, e si è trovato dunque anche nel pericolo di non poter pagare gli stipendi ai dipendenti, si è accesa la lampadina. Non è andato a piangere dal suo segretario nazionale, anche perché lo avrebbe serenamente rispedito fuori a mani vuote, ma a piangere da quel Salvatore Buzzi “boss” di “Mafia Capitale” il quale – buono di cuore – gli ha subito staccato un assegno di 7 mila euro”.

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Altro,dunque, che brava, brava Mariarosa. Bravo, bravo Carlo Cotticelli. Il Carletto furetto. Il furetto tipico per la sua colonna vertebrale particolarmente flessibile che gli permette di muoversi agilmente in spazi angusti anche all’indietro, per la sua vista non molto sviluppata, ma con un olfatto molto fine e con un pelo scuro su un sottopelo chiaro su tutto il corpo. Ma il Carletto in più – come sembrerebbe – anche sullo stomaco.

Altri guai per il “Nuovo Centro Destra”

“Il senatore del “Nuovo Centro Destra” Antonio Azzolini – che è anche presidente della Commissione bilancio a Palazzo Madama – è stato proposto ai domiciliari per il crac da 500 milioni della “Casa Divina Provvidenza” di Bisceglie”.

Tutto sarebbe nato quando il senatore Azzolini ha voluto prendere in mano la gestione della “Casa”. E – come risulterebbe dalle indagini – nemmeno con le buone. “Da oggi qui comando io – avrebbe minacciato le pie suore – se no vi urino (anche se lui non ha detto proprio urino) in bocca”. E le pie suore – Santa Vergine – si sono così spaventate che non hanno osato opporsi. Ma, poiché hanno accettato di lasciare la gestione in mano al tutt’altro che sant’Antonio Azzolini, hanno laicamente e giuridicamente peccato di omertà e di complicità e, dunque, anche per due di loro – la madre superiora Marcella Sesa e suor Assunta Puzzello – sono scattati i domiciliari. Se fossero state di clausura, non sarebbe cambiato molto. Ma loro sono “Ancelle della Divina Provvidenza” e, in quanto ancelle, sarà duro non poter uscire dal convento.


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