Affitti brevi e B&B: stangata della Finanza sul litorale romano. Sette strutture nei guai

Scoperta una struttura che fingeva di avere sede a Malta per non pagare le tasse a Roma

Nonostante la conclusione del Giubileo, la pressione turistica su Roma resta elevata anche nei mesi invernali.

Un flusso continuo di visitatori che, accanto all’offerta regolare, alimenta un sottobosco di strutture ricettive abusive o irregolari, attive tra il centro storico, il litorale di Ostia e l’area archeologica di Ostia Antica.

È su questo fronte che si è concentrata una vasta operazione di controllo condotta dalla Guardia di Finanza.

Il caso della “sede fantasma” a Malta

Tra le irregolarità emerse, spicca il caso di una struttura che, pur gestendo appartamenti turistici e incassando profitti nel cuore della Capitale, risultava formalmente domiciliata a Malta.

Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, la società aveva dichiarato una sede estera fittizia con l’obiettivo di sottrarsi alla tassazione italiana.

L’analisi incrociata dei dati fiscali e amministrativi ha però dimostrato che la direzione effettiva, la gestione operativa e l’organizzazione dell’attività avvenivano interamente a Roma.

Un elemento decisivo che ha consentito di ricondurre i redditi prodotti sotto la giurisdizione del Fisco italiano.

Sicurezza e obblighi di legge

I controlli non si sono limitati all’aspetto tributario, ma hanno riguardato anche profili cruciali di sicurezza e ordine pubblico.

In cinque casi, i titolari delle strutture sono stati denunciati per omessa comunicazione dei dati degli ospiti all’Autorità di Pubblica Sicurezza tramite il portale “Alloggiati Web”, un adempimento obbligatorio che consente il monitoraggio di presenze potenzialmente pericolose o ricercate.

Ulteriori criticità sono emerse sul piano delle condizioni strutturali: in diversi immobili mancavano estintori e rilevatori di monossido di carbonio, dispositivi obbligatori per legge e fondamentali per prevenire incidenti domestici legati a caldaie o sistemi di riscaldamento.

Abusivismo diffuso

Numerose strutture, infine, sono risultate totalmente abusive, prive della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da presentare al SUAR di Roma Capitale.

Un’irregolarità che, oltre a danneggiare le casse pubbliche e la concorrenza leale, espone i turisti a rischi sotto il profilo della sicurezza e dell’assistenza.

L’operazione conferma come il comparto dell’ospitalità extra-alberghiera resti uno dei fronti più delicati nel governo del turismo romano, soprattutto in una fase in cui la città continua ad attrarre visitatori ben oltre i grandi eventi.


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