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Agguato in piazzale Mediterraneo, difende la fidanzata e viene pestato con una spranga: arrestati due gemelli a Fiumicino

Il tranello social teso a un diciannovenne dopo una lite fuori da un locale. Uno degli aggressori è un addetto alla sicurezza ed ex pugile professionista

Quello che doveva essere un incontro pacifico per “chiarire” un diverbio da discoteca era in realtà una trappola spietata.

Questa mattina, gli agenti del Commissariato di Fiumicino hanno arrestato due fratelli gemelli di trent’anni, notificando loro un’ordinanza di custodia cautelaria in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Civitavecchia. L’accusa per entrambi è pesantissima: tentato omicidio in concorso.

Le indagini hanno fatto piena luce sul brutale agguato avvenuto a metà giugno a piazzale Mediterraneo, nel cuore della cittadina aeroportuale, dove un ragazzo di 19 anni e un suo amico sono stati selvaggiamente picchiati a sangue con una spranga di ferro.

Le molestie al locale e la minaccia: «Torno armato»

La catena di violenza è iniziata nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi all’esterno di un locale della movida di Fiumicino.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti coordinati dalla Procura di Civitavecchia, uno dei due gemelli – addetto alla sicurezza della struttura e pugile professionista, in quel momento visibilmente ubriaco – avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale alla fidanzata del diciannovenne.

La reazione del giovane in difesa della ragazza ha scatenato una prima violenta colluttazione. Il diciannovenne, nonostante sia stato colpito al volto da diversi pugni sferrati dal buttafuori, è riuscito a restituire i colpi.

Un affronto che l’aggressore non ha digerito: prima di allontanarsi a bordo della sua vettura – con la quale ha persino tentato di investire il ragazzo e i suoi amici – ha giurato vendetta, promettendo una ritorsione armata per il giorno successivo.

La trappola in piazzale Mediterraneo e il salvataggio

Il giorno dopo il pugile si è attivato per scovare il rivale. Lo ha cercato sui social network inviandogli una richiesta di amicizia e, sfruttando i contatti di un conoscente comune usato come ignaro “mediatore”, ha organizzato un incontro chiarificatore nello stesso piazzale.

Una volta arrivato sul posto, però, il diciannovenne si è trovato davanti a un agguato militare:

La dinamica del pestaggio: Il pugile ha preso di sorpresa il ragazzo lanciandogli della sabbia negli occhi per accecarlo e impedirgli la fuga. Subito dopo è spuntato dall’ombra il fratello gemello.

I due trentenni, armati di una spranga di ferro, hanno iniziato a colpire ripetutamente la vittima alla testa e al corpo.

Non si sono fermati nemmeno quando il diciannovenne è crollato a terra esanime, continuando a infierire mentre uno dei due lo bloccava stringendogli le mani al collo.

Nel massacro è rimasto ferito anche un amico della vittima, accorso disperatamente nel tentativo di fargli da scudo.

La mattanza si è interrotta solo grazie al coraggio dello stesso mediatore dell’incontro, che è riuscito a frapporsi tra i corpi, bloccando la furia dei due gemelli e sfilando loro la spranga dalle mani prima che potessero sferrare il colpo fatale.

I rilievi tecnici degli investigatori e le decisive testimonianze raccolte sul posto hanno blindato il quadro probatorio, aprendo per i due fratelli le porte del carcere.

IL VIDEO

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