Autorecupero di via Saredo: una ferita urbanistica, sociale e ambientale

L'inizio dei lavori è visto dai cittadini come un danno per loro ed il quartiere Lamaro
Riceviamo e pubblichiamo - 7 Marzo 2007

La Comunità Territoriale del X Municipio esprime il proprio disappunto per l’inizio dei lavori di "autorecupero" nella ex scuola occupata Albert Schweitzer di via Saredo. Una struttura pubblica e uno spazio verde al centro del quartiere Lamaro densamente edificato verranno, dopo oltre 10 anni di occupazione da parte di senza casa, definitivamente sottratti ai cittadini e cancellati dall’ennesima cementificazione. Al loro posto sorgeranno 11 appartamenti.
Come non si sa: su quanti piani o in estensione; né si sa se del giardino rimarrà qualcosa per l’uso pubblico.

Il progetto non è mai stato portato a conoscenza e al confronto dei cittadini e anche del X Municipio. Così come nulla è stato detto ai cittadini quando la giunta Rutelli, nel novembre del 2000, prese la decisione di sopprimere la scuola con l’"autorecupero".
La disponibilità al confronto partecipativo in questa triste vicenda non c’è mai stata da parte degli Assessori competenti succedutisi negli ultimi 4 anni. Ne siamo profondamente sorpresi e addolorati.
Viene inferta al quartiere una ferita urbanistica, sociale e ambientale con la scusa dell’emergenza abitativa. Si è contrapposto il diritto alla casa di chi ne è privo a quello altrettanto legittimo del verde e servizi di chi vive da anni dentro un quartiere densamente edificato e in evidente asfissia. Due diritti che potevano benissimo essere salvaguardati entrambi. In realtà ci troviamo di fronte a un intervento discutibile che avrà un impatto negativo assai grande sul quartiere e nell’animo dei cittadini. E i cittadini lo ricorderanno a lungo come esempio di cattiva amministrazione.

Avevamo sperato che le giuste proteste dei cittadini, del Comitato di quartiere, della Comunità Territoriale e anche, da ultimo, la richiesta del X Municipio di rivedere questa scelta sciagurata avessero indotto l’assessorato alle Periferie a riflettere su una decisione sbagliata. Purtroppo dobbiamo constatare che nulla è valso a far cambiare idea all’Amministrazione comunale. Non è stata presa in considerazione la volontà dei cittadini espressasi in una petizione con mille firme. Non è stata esaudita la richiesta di un incontro per discutere la questione avanzata, ancora recentemente, all’assessore Pomponi dalla Comunità Territoriale.

I cittadini dei palazzi alti 10 piani del quartiere Lamaro vedranno scomparire sotto una coltre di cemento la scuola e il giardino che hanno sempre considerato come un bene pubblico che prima o poi sarebbe tornato nelle disponibilità della collettività per migliorare la qualità della vita di tutti e non di pochi. Non sarà così.

Non è così che si amministra il bene pubblico; non è così che si difendono le fasce popolari; non è così che si migliora la qualità della vita nella periferia.

Il Coordinatore
Elio Graziani

Comunità Territoriale 10° Municipio (Coordinamento dei Comitati di Quartiere: Appio Claudio;Giardini Tor di Mezza Via; Anagnina 2; Gregna S. Andrea; Morena; Osteria del Curato; Piscine di Torre Spaccata; Statuario – Capannelle; Tor Vergata Nuova; Piazza Cavalieri del Lavoro; Cinecittà Est – Cinest; Vermicino e delle Associazioni: Fie-Ecologia Urbana; WWF Lazio; Movimento Ecologista; Sinistra Ecologista; L’Ellisse; Insieme Fidam CFR; Comitato per la Difesa dei Diritti dei Cittadini; Unione Italiana Ciechi Sez. Prov. di Roma)


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti