Nuovo blitz degli ambientalisti, bloccati quattro ponti

Numerose le ripercussioni al traffico e circolazione bloccata

Ancora traffico in tilt al centro di Roma per il blitz degli ambientalisti su quattro ponti del fiume Tevere. Gli attivisti si sono sdraiati al centro dei ponti bloccando la circolazione delle auto.
Ponte Umberto I e ponte Cavour (a Prati), ponte Principe Amedeo in centro e la galleria Pasa (Principe Amedeo Savoia Aosta) in zona Valle Aurelia.
Quattro azioni dimostrative dei cittadini aderenti alla campagna Fondo Riparazione che hanno mandato in tilt – seppur per pochi minuti – la viabilità della zona, richiedendo l’intervento della polizia e degli agenti della municipale.

Stesso copione andato in scena anche ieri lunedì 11 dicembre 2023 a Trastevere con due attivisti aderenti alla campagna “Fondo Riparazione”, che avevano effettuato un’azione di disobbedienza civile “Anche io disobbedisco”, ostacolando il traffico lungo le due corsie di Ponte Mazzini.

Oggi invece, come spiegano gli ambientalisti: “9 cittadini aderenti alla campagna “Fondo riparazione”, promossa da Ultima Generazione, hanno effettuato l’azione di disobbedienza civile “Anche io disobbedisco”.
L’azione “Anche io disobbedisco” consiste nel bloccare la strada da soli con un messaggio, oggi i cittadini portavano cartelli con scritto: “Ti senti protetto dal nostro governo? Parliamone!”, “L’Italia sarà devastata dalla crisi climatica, i politici ci hanno abbandonato”, “Pacchetto sicurezza? Si, per i territori falcidiati dall’incuria e dalla crisi climatica”, “Se vieni sabato 16 a Piazza Vittorio mi sposto”, “Riempirete le carceri con i vostri figli”.

La manifestazione del 16 dicembre 2023

Come rivendicato più volte dagli ambientalisti, nella giornata di sabato 16 dicembre 2023 si sono dati appuntamento a Roma per una mobilitazione nazionale: “Siamo l’ultima generazione di figlie, mamme, papà e nonne che hanno la possibilità di cambiare rotta rispetto al collasso sociale ed economico causato dalla distruzione del nostro ecosistema, e di creare un sistema più equo, sicuro e dignitoso. Siamo persone normali e diverse fra loro, accomunate da una presa di coscienza che ci spinge ad agire contro un governo negligente, al pari di tutti i governi degli ultimi trent’anni, e un sistema produttivista che ci ha fatto diventare consumatori anziché cittadine che hanno a cuore il bene comune.
Contrariamente alla storia che la stampa mainstream vende su di noi, non siamo ragazze ingenui o scansafatiche che non hanno voglia di lavorare. Blocchiamo le strade perché sentiamo la responsabilità di portare questo messaggio e farci sentire.
Sappiamo che non è normale, ma non c’è niente di normale intorno a noi”.

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