Botticelle romane: cosa sta accadendo?

A confronto le opinioni di animalisti e vetturini
Patrizia Artemisio - 22 Maggio 2021

Il Tar sospende il regolamento comunale in merito al transito delle botticelle romane verso le ville. Noi vorremmo raccontarvi tutta la storia nel modo più imparziale. Per farlo, certo, avremmo dovuto intervistare i cavalli, la cui opinione è, senza alcun dubbio, di rilievo, ma tant’è.. Ci è possibile registrare qui due punti di vista: quello degli animalisti e quello dei vetturini.

Cominciamo col dirvi che, di fronte alla notizia della sospensiva, l’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, ha dichiarato: “Un’altra estate rovente per i poveri cavalli romani”. Contestualmente, il Vice Presidente degli Animalisti Italiani, Riccardo Manca ha scritto che Il minimo comune denominatore del Comune di Roma nei confronti degli animali è uno solo: l’inganno. L’Amministrazione capitolina – continua – pur avendo avuto anni per redigere il regolamento, ha approvato un documento poco puntuale e preciso che, ora, il TAR sospende”.

Daniele Diaco, Presidente della Commissione Ambiente in Campidoglio ha risposto su Facebook: “Il Tar dispone di sospendere una singola previsione del testo, quella che vieta alle carrozze di percorrere più di 5 chilometri in città. Questo perché secondo il Tribunale non sarebbe possibile per i vetturini coprire la distanza tra le stalle dove sono custoditi gli animali e i parchi dove adesso dovranno svolgere la propria attività. Tutto qui”.

Per darvi un’idea precisa delle motivazioni del ricorso e della richiesta di sospensiva abbiamo chiesto spiegazioni al Presidente dell’Associazione Vetturini Romani, Angelo Sed.  “Secondo il regolamento – racconta Angelo –  le botticelle devono essere traslocate nelle ville e nei parchi e le assegnazioni dei parchi e delle ville deve avvenire per anzianità. Il problema nasce quando la distanza è superiore ai 5 chilometri e bisogna fare uso di un van che trasporti la carrozza e uno che trasporti il cavallo, per raggiungere i parchi. Se Villa Pamphilij è a 5 chilometri precisi, Villa Borghese ne è 10 e Parco degli Acquedotti più di 15. Noi abbiamo fatto ricorso al TAR ma la sospensiva, che secondo loro è per noi una vittoria, non è una vittoria per niente. Dicono che il cavallo per l’ennesima estate si troverà sotto il sole cocente in queste strade infuocate, ma la sospensiva che abbiamo ottenuto blocca semplicemente il regolamento, ciò significa che tu vai comunque a lavorare nei parchi senza comprarti il camion, cioè ci vai a piedi con il cavallo. Ecco forse perché il Presidente dell’OIPA dice che sarà un’estate sotto al sole cocente, perché giustamente tu questi chilometri non li fai con il van ma col cavallo!  Poi c’è un altro aspetto da considerare, noi facciamo riferimento ad una legge nazionale, la Legge n. 21/1992 che ci qualifica come servizio pubblico non di linea, ma di piazza. Pertanto un servizio che non può essere rilegato ad un parco dove diventerebbe un servizio di linea. Queste associazioni si sentono sconfitte, non perché non andiamo nei parchi, ma perché non ci hanno abolito”.

Adesso dunque dove state lavorando?

Da quando ci hanno dato questa sospensiva noi stiamo a casa. Non stiamo uscendo. Che vado a fare nei parchi? Ma neanche se ci fosse il turismo al 100% andremmo nei parchi perché non ne vale la pena. La carrozza è bella perché ti fa vedere tutte le rovine di Roma, ti racconta la storia, la cartolina, se tu la mandi nei parchi è finito il lavoro.

Cosa risponderesti se ti dicessi “il cavallo così soffre”?

Ti direi quello che dico sempre: che l’animale non soffre, che l’animale è visionato dai veterinari del Comune di Roma, sono i loro veterinari, sono i veterinari del dipartimento Ambiente e Animali, che ti dicono che i cavalli stanno bene, che possono fare questo lavoro. Abbiamo un regolamento che viene rispettato alla lettera.

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Il cavallo con cui lavori è tuo?

Si, i cavalli sono di proprietà del vetturino e sono cavalli non destinati ad uso macellazione. Poi, l’ultimo cavallo che è morto è per un incidente accaduto nel ‘92 e mettono sempre la stessa fotografia. Se casca un cristiano magari si girano dall’altra parte, se scivola un cavallo, apriti cielo!  Ma non ci sono cavalli maltrattati, non ci sono cavalli denutriti, il maltrattamento di animali è un’altra cosa, è abbandonare il cane sul raccordo anulare, da noi il maltrattamento non c’è. Ci sono state visite della Asl RM 1 per quanto riguarda le scuderie, per quanto riguarda gli animali stessi ed hanno redatto una relazione positiva. Insomma io domani posso pure cambiare lavoro, perché magari mi sono stancato, ma il problema è far sparire un lavoro centenario. C’è gente che fa questo lavoro da 50 anni, tramandato da quattro generazioni, persone che veramente hanno dormito dentro alle stalle quando erano bambini… loro vogliono vedere la fine di questo mestiere, se la prendono con 18 vetturini, questo è il male di Roma?

Siete in tutto 18?

In 18 siamo rimasti. Io in questo lavoro ho investito. Stiamo aspettando l’ennesimo appello e attendiamo una risposta, speriamo ci dicano che, in attesa della sentenza che uscirà il 20 ottobre, possiamo andare a lavorare nelle piazze. Altrimenti ci diranno, e questa è la mia preoccupazione, se volete andare nelle ville ci andate altrimenti cambiate lavoro. Lotteremo fino alla fine. Insomma: mettici il Covid, mettici un anno e mezzo senza lavoro, io adesso per gli animalisti, a 52 anni, mi devo rimettere in discussione e fare un altro lavoro? Alla fine, se costretto, lo faccio, ma la domanda è: che fastidio ti dò?


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