

L'uomo è stato trasportato in ospedale
Una domenica pomeriggio qualunque si è trasformata in violenza nel cuore del quartiere Marconi. In via Gerolamo Cardano, a ridosso del trafficato asse di Viale Guglielmo Marconi, un uomo di religione ebraica è stato aggredito mentre passeggiava insieme alla moglie e alla figlia. Un episodio che ha immediatamente acceso l’allarme su un possibile movente d’odio e che ora è al centro delle indagini della Polizia di Stato.
Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe scattata intorno alle 16. L’uomo, che indossava la kippah, sarebbe stato avvicinato da almeno due persone. Prima gli insulti, rivolti proprio al simbolo religioso, poi il pestaggio: calci e pugni sferrati con violenza, sotto gli occhi della famiglia.
La vittima ha tentato di difendersi mentre la moglie e la figlia chiedevano aiuto, attirando l’attenzione di alcuni passanti. Gli aggressori, subito dopo, si sono dileguati.
L’uomo è stato accompagnato in ospedale per le cure del caso: le sue condizioni non sarebbero gravi, ma lo choc resta profondo.
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto. Fondamentale sarà l’analisi delle telecamere di sorveglianza presenti lungo la via e nei negozi circostanti, che potrebbero aver immortalato sia l’agguato sia la fuga dei responsabili.
Sul tavolo degli inquirenti c’è anche l’ipotesi più grave: quella di un’aggressione a sfondo antisemita. Se confermata, entrerebbe in gioco l’aggravante prevista dalla Legge Mancino, che punisce i reati motivati da odio razziale o religioso.
L’episodio ha scosso profondamente la comunità locale, in un quartiere da sempre caratterizzato da una forte mescolanza culturale. Non si è fatta attendere la reazione della politica, con richieste di maggiore attenzione sul fronte della sicurezza e del dialogo tra comunità religiose.
L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno e reazioni politiche nel Municipio XI. Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia, ha espresso ferma condanna:
“È un atto di violenza contro il quale dobbiamo tutti ribellarci. Se poi fosse stato alimentato da motivi religiosi, la preoccupazione deve essere massima. Il quartiere Marconi resta un laboratorio di culture e religioni, data la sua presenza eterogenea. Tocca alla politica locale e all’attuale maggioranza, più volte sollecitata, avviare un serio dialogo interreligioso tra le comunità. Continuare ad inaugurare aree verdi è importante, ma si rende necessaria un’accelerazione sotto questo profilo per garantire una convivenza pacifica”.
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