Ci ha lasciato Paolo Cabras

Il ricordo di un amico
Luciano Di Pietrantonio - 5 Luglio 2020

Il 2 luglio 2020 ci ha lasciato Paolo Cabras, aveva 89 anni. Uomo politico di rilevanza nazionale, è stato fortemente radicato nella città di Roma dove nacque nel 1931.

Dopo la laurea in medicina Cabras intraprese la carriera politica nelle file della Democrazia Cristiana. Il 19 maggio 1972 dopo essere stato eletto, assunse l’incarico di deputato presso la Camera dove restò fino al 1987, per quattro legislature. Dopo le elezioni politiche del 1987 diventò senatore, venendo poi rieletto per l’ultima volta a Palazzo Madama anche nel 1992. Dal 1986 e fino al 1989 fu direttore del quotidiano della DC Il Popolo.

Quando un amico ci lascia, i primi sentimenti sono quelli del dolore e del ricordo, poi ci si domanda il perché del come è successo, e si pensa ai momenti trascorsi insieme.

Decathlon Prenestina saluta

Una conoscenza di 60 anni fa

La notizia della morte di Paolo Cabras, autorevole esponente politico della Democrazia Cristiana romana e nazionale, mi ha riportato alla mente le circostanze in cui l’avevo conosciuto.  Una conoscenza, quella di Paolo, di 60 anni fa.

Infatti era il 1960 e a Roma si svolgevano i Giochi Olimpici (dal 25 agosto all’11 settembre, con la presenza di 83 Nazioni). Dopo due mesi si sarebbero tenute le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma. In quel periodo tra gli incontri formativi, per i giovani dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Leone in via Prenestina, ove don Luigi Di Liegro era assistente e animatore, venne organizzato un incontro con due giovani candidati a consiglieri comunali.

Uno era Clelio Darida, 33 anni, laurea in giurisprudenza, e l’altro Paolo Cabras, 29 anni, laurea in medicina. Erano considerati due speranze per la Democrazia Cristiana romana, ma nella riunione si parlò prevalentemente dei problemi di Roma: il lavoro, lo sviluppo della Capitale, il decentramento e i “borghetti”, cioè la mancanza di case per i più poveri, ancora non si usava la parola “ultimi”. Un incontro al quale tutti, al termine, erano contenti di aver partecipato. E, va detto,  molti di quei giovani si sono poi impegnati con successo negli anni seguenti in politica, nel sindacato e nelle professioni.

Paolo Cabras iniziò il suo impegno, nel Consiglio Comunale di Roma, a novembre del 1960, e vi rimase per 14 anni, fino a gennaio 1974. La complessità dei problemi romani richiedeva da parte sua un grande sforzo di ascolto e di lavoro amministrativo, prima come Consigliere Comunale e poi come Assessore effettivo.

Cabras fu tra i fondatori del Sindacato Inquilini

Ricordo le difficoltà per l’applicazione della legge 167/62 sugli interventi per i piani di edilizia economica e popolare, al fine di aumentare la costruzione di case pubbliche, il suo sostegno alle vertenze dei lavoratori nelle fabbriche occupate e in difficoltà, i rapporti con il sindacato. In una parola Paolo era un riferimento certo per le categorie con difficoltà.
Non a caso Cabras contribuì alle lotte per il diritto alla Casa e nel 1972 fu tra i fondatori del Sunia, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, e fu eletto nella Presidenza.

A maggio del 1972, si presentò come candidato alla Camera dei Deputati e venne eletto come Deputato, e vi rimase per quattro legislature ( dalla VI alla IX) fino al giugno del 1987.
Successivamente dal luglio 1987, fu eletto Senatore della Repubblica Italiana, per due legislature ( X e XI), fino all’aprile del 1994.

Un lavoro parlamentare difficile e molto coinvolgente, se si fa memoria di quel periodo, carico anche di tensioni, come quelle  degli anni di piombo. Nel periodo in cui è stato senatore, Cabras è stato Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, e Membro di un altra Commissione d’inchiesta, quella sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.

Lo spessore politico, la vivacità intellettuale, il rappresentare e  saper interpretare le indicazioni sociali del cattolicesimo democratico, erano le caratteristiche di Paolo.

In questi ultimi venti anni, da quando è scomparso don Luigi Di Liegro, al quale Cabras era molto amico, ci incontravamo ogni anno il 12 ottobre, in occasione della Santa Messa in suffragio del fondatore della Caritas Diocesana di Roma, nella Basilica dei Santi XII Apostoli, nell’omonima piazza, e  conversando ricordavamo episodi di vita vissuta, ma pensando anche al futuro, sempre con lo spirito di quando ci siamo conosciuti.

Condoglianze alla moglie e ai suoi figli. Ciao Paolo, siamo in molti a ricordarti e a dire una preghiera per Te.

 

Luciano Di Pietrantonio

 


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  1. Ho appreso con profonda tristezza che Paolo Cabras ci ha lasciato. Pur avendo distinti orientamenti politici, abbiamo condotto insieme negli anni 60 e 70 lotte per l’edilizia popolare e l’eliminazione dei borghetti. Se ne va un autorevole dirigente che ha scelto di essere a fianco dei meno abbienti. Sentite condoglianze alla famiglia. Giulio Bencini

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