Claudio Baglioni non scorda mai la sua Centocelle

Anche in occasione del mezzo secolo di musica e dei 45 anni di dischi
Redazione - 18 Agosto 2014

C’è questo di ammirevole in Claudio Baglioni, tra le molte altre cose, musicali e non: non aver mai dimenticato le sue origini e il suo legame profondo con Centocelle che naturalmente nostro tramite gli augura lunga e felice vita, in tutti i sensi.

Anche oggi – lunedì 18 agosto 2014- in un’intervista rilasciata a Ernesto Assante su “La Repubblica”, ricorda il suo esordio musicale, cinquant’anni fa, in occasione della festa patronale di San Felice da Cantalice in un concorso canoro organizzato da Ottorino Valentini. Claudio si era iscritto per emulare due amichetti del suo condominio in via dei Noci. I suoi non sapevano come gestire la cosa perché non avevano alcuna inclinazione musicale ed egli passò tre giorni a fare prove davanti allo specchio.

Presentazione QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE - lÕAlbum, il Concerto, il Libro, il Film“Mia madre mi confezionò un meraviglioso insieme di camicia rosa e pantaloni celesti,mio padre fece da direttore artistico e scelse la canzone “Ogni volta” di Paul Anka”. Il colpo di teatro fu un movimento a scatto della gamba. “Naturalmente non vinsi. Ma lo feci l’anno successivo, con grande soddisfazione di tutti”.  Claudio Baglioni poi proseguì andando a lezione da un maestro di musica, esattamente il prof. Fogliani, il quale disse al papà del cantante che suo figlio aveva talento musicale. E fu così che i suoi lo iscrissero a un corso di musica e gli acquistarono una chitarra.

In un’altra intervista Claudio raccontò di aver proseguito con un “un complessino beat amatoriale. Negli anni Sessanta, in ogni condominio di periferia c’era un gruppo beat. Il nostro aveva una formazione singolare: suonavamo tutti la chitarra. Sapevamo bene che chitarristi e batteristi erano i più gettonati tra le ragazze. Diciamolo pure: non eravamo spinti dal sacro fuoco dell’arte. Una volta ci affacciammo dal balcone di casa mia a Centocelle e suonammo tutti e sette la chitarra. Volevamo fermare il mondo con quell’esibizione, ma in realtà non fermammo proprio nessuno. Alcuni del gruppo si erano addirittura lisciati i capelli sull’asse con il ferro da stiro per apparire più affascinanti. Ma non servì a nulla.

baglioni-centocelleSette o otto anni fa sono tornato su quel balcone per uno show improvvisato, un tuffo nella memoria. Quando si sono spalancate le finestre e sotto c’era una folla, ho avuto la percezione reale di quanto fosse cambiato tutto. Ripercorrere le strade che hanno segnato la vita ha un sapore agrodolce, è un viaggio nel participio passato, in quello che è stato e non tornerà più”.

Il popolo di Centocelle se lo ricorda bene quel giorno, era il 23 aprile 2007, quando l’intero quartiere si trasferì sotto al balcone della signora Cristolini -vecchia amica della famiglia Baglioni – in via dei Noci 46 per acclamare il cantante ormai divenuto nazionalpopolare, ma che ha lasciato il suo cuore tra le vie di quella periferia dove la sua passione sbocciò. Noi speriamo che Baglioni con le sue parole possa ispirare i più giovani, non solo nel portare avanti i sogni, ma anche l’amore per le loro origini senza mai rinnegarle.


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  1. Dimentica! ..si dice dimentica! Però pensandoci bene nel caso di Baglioni va bene anche “scorda”.

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