Commemoriamo il capitano Mario D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici

Caduti in un agguato di stampo mafioso il 13 giugno del 1983. Gli utenti dei social network invitati a formare una sorta di catena digitale
Romano Pesavento - 13 Giugno 2020

Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani intende commemorare il capitano Mario D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici caduti in un agguato di stampo mafioso il 13 giugno del 1983.

Perché furono uccisi? Da quello che si apprende dalle inchieste dell’epoca il capitano D’Aleo nel suo ruolo era una persona rigorosa e rispettosa delle regole. Non era disposto a scendere a compromessi di nessun tipo in un territorio dove la mafia dettava legge e corrompeva o minacciava i non allineati. Da qui una sorte segnata.

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Ricordiamo con commozione tutti gli uomini dello Stato che sono impegnati quotidianamente a difendere i cittadini a rischio della propria incolumità.

Il 13 giugno, si invitano gli utenti dei social network a formare una sorta di catena digitale, postando immagini e frasi relative alla difesa della legalità e contro le organizzazioni criminali organizzate, e invitando i propri amici ad aderire: ciascuno diventa protagonista attivo della propria consapevolezza civica e non semplice spettatore passivo.

Essere cittadino significa anche diffondere ideali, spunti di riflessione e modelli di comportamento eticamente validi, avvalendosi anche dei linguaggi digitali. Si spera così di coinvolgere le giovani generazioni, ma anche gli adulti, in una costruzione di idee e scambi culturali più profonda e significativa rispetto a tanti post, in alcuni casi davvero superflui, quando non diseducativi.

Creare un’onda di commenti, considerazioni e immagini da condividere con il maggior numero di persone possibili, dando vita ad un’azione di impegno civile è il fine ultimo dell’iniziativa, per “marciare” idealmente tutti uniti verso un unico obiettivo: l’affermazione della legalità come principio fondante della libertà.

Prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU


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