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Cosa sono quei murales sulla Prenestina all’altezza di Decathlon? 

Alla scoperta del MAAM, simbolo della conquista dell'impossibile

“Cosa sono quei murales  sulla Prenestina all’altezza di Decathlon? “E quelle persone che entrano ed escono dall’ex Fiorucci, chi sono?”

torreEcco svelato l’arcano! Lì, in quell’edificio semi abbandonato, nasce Metropoliz, un progetto di recupero, integrazione e autogestione. Una sorta di esperimento multiculturale – tanto che è chiamata la città meticcia – in cui convivono dal 2009, duecento persone tra cui una comunità rom, una comunità peruviana, degli africani e altre famiglie che altrimenti avrebbero vissuto per strada. Si sono insediati lì come abusivi, ma successivamente la loro storia si è evoluta.

muralemetrolizLa loro non è la solita storia di occupazione, ma di arricchimento sociale e culturale. Grazie a Giorgio de Finis, antropologo, artista e regista, nasce il primo progetto artistico in cui Metropoliz, diventa protagonista, un documentario: Space Metropoliz, (di cui è possibile vedere gli episodi su youtube) che gioca sull’impossibile.

Nel film, gli abitanti della città abbandonano le mura della città che li contiene, e decidono di sfuggire dal pianeta Terra, per raggiungere la Luna, con un razzo. La Luna è l’unico posto dove ancora non esiste la proprietà privata e dove non è ammesso l’uso delle armi. Ecco allora l’impossibilità di avere una casa e di chiedere la Luna, e visto che sono entrambe impossibili… “meglio optare per la Luna”. Una critica reale, un gioco di parole in difesa di queste famiglie, ed è per questo che sulla torre più alta di questo edificio si innalza un telescopio “per raggiungere la Luna”.

murales-bambiniNasce come un’occupazione, ma due anni dopo, nel 2011, Metropoliz diventa un progetto culturale, un mezzo per far crescere i bambini, educarli, un modo per imparare a convivere e piano piano e a crescere in autonomia e condurre una vita decorosa.

Come per il MACRO, situato nell’ex Mattatoio di Testaccio, anche qui si erge il MAAM museo dell’altro e dell’altrove, dove altro è appunto il meticcio, nell’ex macello della Fiorucci, oggi situato a Pomezia.

Questo museo nasce dall’idea di un museo aperto a tutti, accessibile a tutti, senza orari, senza costi, nel quale artisti di ogni provenienza e di varie radici culturali vengono ad esporre la propria arte senza barriere, le opere sui muri non sono circoscritte, si possono toccare, si possono fotografare.

muraleangoloTra i tanti artisti troviamo Borondo, che col suo segno inconfondibile, graffia le parenti facendo nascere figure antropomorfe, Alice Pasquini, le cui opere ricoprono i muri della ludoteca, dove i bambini giocano e apprendono, Diamond, noto street artist che ha studiato all’Accademia di Roma, Leo con la sua opera “mondo n’uovo”, Welke, che ha dipinto l’ascensore dell’ex fabbrica d’oro, per simboleggiare che l’elevazione di ciascuno di noi nel nostro sistema è affidata al denaro, e tantissimi altri che hanno contribuito gratuitamente alla nascita di questo museo nella periferia est di Roma.

unnamed-14Paradossale è il fatto che sia quasi sconosciuto agli abitanti dei quartieri limitrofi,
mentre turisti da ogni dove arrivano per visitarlo, giornalisti riportano questa realtà sulle loro reti, e scrittori fanno emergere alla luce la libertà, l’uguaglianza e il senso di fratellanza che si respira all’interno del MAAM.

Il quale è stato capace di dare una speranza di serenità e una degna dimora a chi un tetto non lo possiede.

Il MAAM è oltretutto considerato il terzo museo più grande e più importante di Roma, ed è stato iscritto al Premio Terna arrivando tra i primi 30 vincitori.

È visitabile il sabato tutto il giorno, l’ingresso è in via Prenestina 913 di fronte a Decathlon.


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