Dalla cultura ossigeno per l’economia del Paese

Un grido di dolore da parte dell'Agis Lazio
di Elisabetta Ruffolo - 4 Giugno 2012

Un grido di dolore da parte dell’Agis Lazio nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Teatro Dei Servi, per ribadire la necessità che la Cultura venga posta al centro delle nuove strategie economico politiche nazionali e locali. Tra il settore dello spettacolo e il Governo c’è un’incomprensione dettata dal fatto che il Governo non capisce che il cinema e gli altri tipi di spettacolo sono un’industria come le altre. Ci si preoccupa del PIL che può darci tutto dell’Italia ma non se siamo degni di quest’Italia.

Molti stranieri si meravigliano di come nel nostro Paese, la cultura sia marginale, da tagliare.

Cinecittà è deserta, i ruoli sono piccoli e le paghe basse. Nel Lazio, i teatri sono praticamente vuoti, quelli di Roma annaspano.

Le compagnie giovani aspettano dal 2009 i pagamenti dalla Regione per spettacoli già fatti.

Una legge del 1935 impedisce agli artisti di avere una indennità di disoccupazione. Possiamo lasciare un metalmeccanico senza cassa integrazione?

l teatro è libertà, cerca di formare i ragazzi che abbiano il senso del presente, dello Stato.

Il Teatro deve essere visto come investimento e non solo come contributi.

Scopo della conferenza non è stata una richiesta di aiuto ma un’affermazione di esistenza del settore. 


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