Diario di un biologo nutrizionista al tempo del coronavirus

Si riparte, lentamente, senza abbracci, con sorrisi mascherati e sovrappeso
Enzo Luciani - 26 Maggio 2020

Dopo più di due mesi di fermo, il 18 maggio ho ripreso a lavorare nel mio studio in via Dei Glicini 86a a Centocelle. Un’attività ridotta dove a farla da padrone è stato il senso di responsabilità mio e dei miei cari utenti.

Ho ripreso gli appuntamenti inviando anche un questionario di raccolta di informazioni finalizzata alle misure di prevenzione dei contagi da virus SARS-CoV-2.

Il giorno dell’appuntamento tutti mi hanno portato il questionario compilato ed io ho fatto trovare loro un ambiente sanificato seguendo alla lettera le direttive del Ministero della Salute.

Laboratorio Analisi Lepetit

Nessuno ha usato il bagno, che in pre-covid era molto gettonato.
Ho riscontrato in tutti una certa paura nonostante le mascherine, i guanti, il gel e tutte le altre misure di prevenzione adottate da me e anche da loro.

Sono tutti aumentati di peso causa scarsa attività fisica ed eccesso di cibi calorici. Ho notato però una grande voglia di ripartire verso il benessere fisico.

Ho sofferto la mancanza di abbracci ma ho percepito tanta complicità nei loro sguardi.

Se anche chi mi legge è aumentato di peso in questo periodo di quarantena può trovare qui su Abitarearoma molti miei articoli con consigli per tutti i gusti e per tutte le taglie archiviati all’interno della rubrica La sana alimentazione.

Come siamo cambiati

Molte persone con le quali sono in contatto, clienti, amici e conoscenti in questo periodo di quarantena si sono aiutate con vari tutorial sui social per fare ginnastica e mi hanno confidato che continueranno ad usarli per allenarsi riducendo così un’ulteriore possibilità di contatto con altre persone come potrebbe avvenire ad esempio dentro le palestre.
In tanti hanno voglia di correre oppure di comprarsi dei pesetti per intensificare gli allenamenti casalinghi, indizi questi che mi fanno presagire, almeno per il futuro a breve termine, che il pensiero predominante sarà individuale e di isolamento, almeno per quanto riguarda l’esercizio fisico.

Le persone avendo tempo in casa di cucinare hanno imparato a fare la pasta fatta in casa, il pane, la pizza e vari dolci che prima non sapevano fare, raffinando quindi la loro cucina soprattutto chi, per lavoro, era abituato al mangiare mordi e fuggi.

Lo stare in casa forzatamente ha permesso a molte delle persone che seguo, soprattutto donne, di imparare a bere, sfruttando anche il fatto di avere il proprio bagno a disposizione sono così riuscite a comprendere e constatare personalmente quanto l’idratazione sia importante per il benessere generale e per la perdita di peso.

L’importanza di bere acqua

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