“Fedeltà”: le serie tv fanno bene ai libri?

Il romanzo di Marco Missiroli diventa una serie tv su Netflix
Maria Giovanna Tarullo - 20 Febbraio 2022

In questi giorni su Netflix, tra la lista dei titoli più visti, è presente “Fedeltà” la serie tv tratta dall’omonimo romanzo di Marco Missiroli.

Protagonisti della storia Carlo e Margherita, uno scrittore e un’agente immobiliare felicemente sposati, la cui relazione viene messa in discussione da un “malinteso”.

La fiducia tra i due inizia a vacillare quando nelle loro vite arriva la giovane studentessa Sofia.

Quest’ultima insinua nella mente di Carlo il desiderio di tradimento ed in quella di Margherita l’idea che il fatto sia veramente accaduto.

Giochi di sguardi, musica d’effetto, scene dall’ambientazione elegante girate tra Milano e Rimini. Un ottimo prodotto targato Netflix destinato a fare successo anche fuori dall’Italia.

In quanto lettrice ed anche spettatrice di film e serie televisive, mi è sorta una domanda: il mondo dei libri trae davvero beneficio dalle trasposizioni sul grande o piccolo schermo?

“Fedeltà”: serie tv o libro?

Da sempre quando un romanzo viene trasformato in un film si accende il dibattito tra il “team libro” e “team film”.

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Nel caso del romanzo di Marco Missiroli, vincitore del Premio Strega Giovani 2019, il riadattamento per il piccolo schermo è stata un’occasione persa.

Manca la caratterizzazione dei personaggi, alcuni – purtroppo – vengono sacrificati come avviene per Anna, la mamma di Margherita, e il fisioterapista Andrea.

Inoltre, la modifica di parti della storia rende la serie fin troppo banale.

 

Limitarsi alla sola visione su Netflix potrebbe sviare chi vuole avvicinarsi alla lettura dei lavoro dello scrittore riminese. Dopo aver finito la serie, fate un salto in libreria per acquistare il romanzo, troverete una nuova storia che vi permetterà di riflettere su molti aspetti della natura umana.

Ogni azione volta ad avvicinare le persone alla lettura è sempre ben accolta.

Negli ultimi tempi, si attinge un po’ troppo dalle librerie, sarebbe davvero un peccato se per accontentare una sempre più ampia fetta di pubblico a farne le spese fossero proprio i libri.

Siamo curiosi di sapere, voi fate parte del “team libro” o del “team film”?

 


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