

Corsa a tutta velocità sulla corsia d'emergenza del GRA per seminare le volanti della Polizia. Un 54enne lancia le dosi dal finestrino ma viene incastrato dall'agenda con i nomi e i conti dei clienti
Una gimkana ad altissima velocità nel cuore della notte, a fari spenti e sirene spiegate, nel tentativo disperato di seminare le volanti e sbarazzarsi del carico che portava a bordo.
Si è concluso con un arresto spettacolare e il sequestro di un centro contabile dello spaccio il folle inseguimento stradale che ha tenuto sotto scacco per diversi chilometri il quadrante sud della Capitale, terminando sulla corsia d’emergenza del Grande Raccordo Anulare.
In manette è finito un romano di 54 anni, tradito dal nervosismo e da un’agenda compromettente dimenticata sul sedile.
Tutto ha avuto inizio nel quartiere Magliana. Una pattuglia della Polizia di Stato, impegnata nei quotidiani servizi di controllo del territorio e contrasto al crimine predatorio, ha notato un’utilitaria che procedeva a scatti e a velocità decisamente sostenuta.
Quando gli agenti si sono affiancati intimando l’alt, il conducente ha pigiato a tavoletta sull’acceleratore, imboccando i raccordi autostradali verso il GRA per far perdere le proprie tracce nell’oscurità.
Ne è scaturita una caccia all’uomo da film poliziesco durata diversi chilometri, durante la quale il cinquantatreenne ha tentato il tutto per tutto.
Nel disperato tentativo di ripulirsi prima dell’inevitabile stop, l’uomo ha iniziato a lanciare interi involucri di sostanza stupefacente dal finestrino, sperando che l’oscurità e la velocità disperdessero le prove del reato.
La corsa della vettura è terminata bruscamente quando le volanti della Polizia sono riuscite a stringere l’auto contro il guardrail, costringendo il conducente a fermarsi lungo la corsia d’emergenza.
Nonostante il tentativo di disfarsi della merce in corsa, l’intuizione degli agenti ha fatto centro: durante la successiva perquisizione personale, dal calzino dell’uomo sono spuntate alcune dosi di droga che il cinquantatreenne non era riuscito a gettare in tempo.
I guai peggiori per il corriere sono arrivati tuttavia dall’ispezione accurata dell’abitacolo dell’autovettura. Sotto i sedili e nel cruscotto, i poliziotti hanno rinvenuto una collezione di telefoni cellulari — presumibilmente utilizzati come “citofoni” per gestire le consegne senza essere intercettati — e un’agenda fitta di appunti.
Un vero e proprio “libro mastro” dello spaccio, contenente una lista dettagliata di nomi di battesimo, sigle, aree geografiche di consegna e cifre contabili relative ai pagamenti e ai debiti dei clienti.
Il cinquantatreenne è stato arrestato e trasferito negli uffici del commissariato di zona per il fotosegnalamento e gli adempimenti formali d’ufficio prima del processo.
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