“Giuliana Caporali e la Scuola romana” in mostra ad Anticoli Corrado

Esposizione imperdibile al Museo Civico d’Arte Moderna e dal 20 settembre al 15 novembre 2020 - Ingresso gratuito
Carla Guidi - 21 Settembre 2020

Un gioiello inaspettato questo museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea ad Anticoli Corrado, ricco di significative opere del Novecento italiano ed europeo, che ora si arricchisce di una mostra storica importante – Giuliana Caporali e la Scuola romana, Il tempo sospeso – a cura di Isabella Carlizzi e con il supporto scientifico di Jolanda Nigro Covre. Dal 20 settembre al 15 novembre 2020 – INGRESSO GRATUITO.

Si definisce infatti “Scuola romana” un gruppo eterogeneo di pittori attivi a Roma tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento. Nei primi anni Trenta, attorno a Capogrossi, Cavalli e Pirandello si creò a Roma un vero e proprio cenacolo di artisti e intellettuali che viveva la pittura come impegno etico e sentimentale in anni drammatici come quelli del fascismo e della guerra, con modelli europei di riferimento; la pittura espressionista, da Van Gogh ai fauves, ad Ensor, collocata quindi in un’area alternativa sia alle avanguardie astrattiste e concettuali, sia al “ritorno all’ordine” novecentista.

Però, prima di raggiungere Palazzo Brancaccio, sede del museo, si possono visitare altre ricchezze del paese, oltre all’aria buona: l’antichissima chiesa di San Pietro (XI sec.), impreziosita da affreschi del XIV e XV secolo, e la fontana novecentesca realizzata da Arturo Martini. Si possono anche riconoscere fra queste strade e piazze, le location del film Il Segreto di Santa Vittoria, con Anna Magnani, Giancarlo Giannini ed Antony Quinn, che fu girato qui nel 1969.

Eliano Fantuzzi del 1955 scrive sul lavoro di Giuliana Caporali e racconta con efficacia l’esordio dell’artista, avvenuto in un momento cruciale della storia dell’arte italiana, un anno dopo la monografica dedicata a Emanuele Cavalli. La preziosa collezione del museo, fondato negli anni ’30 da alcune delle più importanti personalità dell’arte italiana, si rivela contesto ideale per la ricerca di una continuità tra i temi della “Scuola romana” e la ricerca della pittrice.

Nata nel 1932 a Roma. Il padre, Rodolfo Caporali – noto concertista, egli stesso amante dell’arte e collezionista – le permette molto presto di entrare in contatto con alcuni dei protagonisti della pittura del Novecento. Mario Mafai, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Arturo Tosi, Virgilio Guidi, Mino Maccari sono amici di famiglia. Appena adolescente diventerà allieva di Roberto Melli, grazie al quale avvierà l’attività artistica, partecipando per la prima volta nel 1956 alla Biennale di Venezia e alle successive edizioni della Quadriennale d’arte di Roma. Melli riuscirà a infondere nel linguaggio pittorico di Giuliana Caporali la propria predilezione per gli accordi cromatici in chiave tonalista, prestando particolare attenzione al rapporto tra valori compositivi e resa della luce.

Parte del progetto espositivo è dunque centrato su una selezione di dipinti realizzati tra il 1947 e il 1959, inerenti al periodo della formazione presso il maestro ferrarese. Si tratta di delicate vedute urbane, di una Roma colta nella luce chiara dell’immediato dopoguerra, ma di cui l’artista, benché giovanissima, sa già presentare una personale versione. Spazi disabitati, solitari, immersi in un tempo astratto, dominato da una speciale sensazione di irrealtà, in bilico fra pittura figurativa e sintesi geometrica che diventerà tipica del lessico della Caporali, unita a una sensibilità innata verso ogni più sottile variazione di luce e colore.

Partendo da un nucleo di dipinti di maestri della Scuola romana, provenienti dalle collezioni dell’artista e direttamente connessi a episodi della vita familiare, la mostra scandisce cronologicamente l’intero percorso di Giuliana Caporali, il percorso espositivo inizia col ciclo dei dipinti giovanili, eseguiti fra 1947 e il 1959, e prosegue con uno sguardo sull’intera produzione dell’artista che si estende fino al primo decennio degli anni 2000.

Nella prima sala, chiamata “Novecento”, in omaggio a un particolare momento dell’arte italiana vengono proposte un gruppo di opere relative al periodo della formazione presso la cattedra del maestro Melli. Sono gli anni per l’artista delle prime personali alla Galleria Il Pincio; le partecipazioni al Maggio della Pittura romana dirette dallo stesso Melli; le diverse edizioni delle Quadriennali di Arte a Roma di metà anni cinquanta. Al gruppo di quadri giovanili sono affiancate alcune opere dei maestri di Scuola romana, frequentazioni abituali della famiglia Caporali. Parliamo di due tele di Roberto Melli, Vaso di Fiori del 1943, e Vaso con Mimose con bottiglia del 1944; un’opera di Mario Mafai, Piazza Vittorio del 1945; un’opera di Emanuele Cavalli, Girasoli secchi del 1944. La parte relativa ai decenni successivi – solo brevemente accennata nell’economia di questo percorso -, vedrà impegnata l’artista in una produzione sempre più interessata ai linguaggi dell’astrazione. Un percorso che verrà descritto con alcune opere intitolate Vedute Urbane, seguite dalle metropoli immaginarie, le Megalopoli, affiancate da piccole grafiche sullo stesso tema.

Nella seconda sala, intitolata “Mito”, vi sono singole opere, per quanto possibile rappresentative dei principali cicli pittorici successivi agli anni ’80, poste accanto a una pregevole produzione di pastelli, grafiche e bozzetti. Una fase segnata da un progressivo ritorno al figurativo, e da una variazione della tecnica pittorica, questa volta interessata da aspetti materici del colore. Stagione creativa che si esprime principalmente in due cicli pittorici: la serie dei Castelli, Fortezze e Torri di Guardia; e L’Altare di Pergamo, culminato nell’esposizione alla galleria La Borgonona degli anni 2002.

Hanno scritto di lei, fra gli altri: Vito Apuleo, Michele Biancale, Eliano Fantuzzi, Virgilio Guzzi, Marina Poggi d’Angelo, M. Sinibaldi, Piero Scarpa, Tanino De Sanctis, Ivanoe Fossani, Valerio Fraschetti, Valerio Rivosecchi, Carlo Fabrizio Carli, Paolo Moreno, Carlo Belli, Enrico Crispolti, M. D’Onofrio, Jolanda Nigro Covre.

INFO – Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea – Pzz Santa Vittoria 2 – Anticoli Corrado (RM) Tel/fax: 0774/936657 – www.museoanticoli.it – Orari: dal martedì al venerdì 10.00 – 16.00 | sabato e domenica 10.00 – 18.00 | lunedì chiuso – Fino al 15 novembre 2020 – www.melaseccapressoffice.it

*Gli ingressi alle sale espositive saranno contingentati (massimo 15 persone per volta). Si invitano i visitatori a indossare la mascherina e a rispettare il distanziamento sociale.

 

DIDASCALIE FOTO –

1 – Giuliana Caporali, Case romane, 1954, olio su tela, cm 50 x 40 (esp. XXVIII Biennale di Venezia, 1956)

2 – Giuliana Caporali, Marina di Acitrezza, 1955, olio su tela, cm 50 x 60, Messina, premio Sicilia (esp. Galleria Il Pincio, Roma, 1957)

3 – Giuliana Caporali, Architetture sospese, 1994_99, pastello su carta, cm 24 x 31,5

4 – Giuliana Caporali, Le mura di Castelfranco Veneto, 1999, olio su tela, cm 120 x 80


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