Gucci, Chanel e Hermès falsi venduti su TikTok: così la Finanza ha scoperto il deposito dei Castelli Romani

Dai brevi video sui social alle spedizioni in tutta Italia. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma smantellano una centrale della contraffazione di alta moda

Un’elegante vetrina digitale allestita tra un balletto e una trend su TikTok per spacciare felpe, borse e accessori firmati Gucci, Chanel, Hermès e Loro Piana come articoli di boutique, corredati perfino da fasulli certificati d’autenticità.

A smantellare il business parallelo della contraffazione di lusso sono stati i militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma, nell’ambito di un’operazione mirata a tutela del mercato e dei marchi registrati nel quadrante dei Castelli Romani.

L’indagine ha preso il via dal costante monitoraggio delle fonti aperte e dei canali social utilizzati per veicolare l’illegalità economica.

Dalle dirette TikTok al blitz nell’appartamento-deposito

L’attività investigativa sui flussi informatici ha permesso ai Finanzieri di tracciare le mosse di un account particolarmente attivo sulla piattaforma:

I video promozionali: L’utente pubblicizzava quotidianamente cataloghi di abbigliamento di note maison internazionali con loghi sapientemente riprodotti, garantendo spedizioni rapide e prezzi d’occasione.

La perquisizione d’iniziativa: Risaliti all’identità reale e all’indirizzo del gestore del profilo, le Fiamme Gialle hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo, scoprendo un vero e proprio magazzino clandestino di stoccaggio.

Il kit del perfetto falsario: sequestrati 1.200 articoli e documenti mendaci

I rilievi effettuati all’interno dei locali hanno portato alla luce una filiera organizzata nei minimi dettagli per trarre in errore gli acquirenti online:

Il materiale sotto sequestro: I Finanzieri hanno apposto i sigilli a oltre 1.200 articoli di moda falsificati e pronti all’invio, scatole e sacchetti brandizzati per il confezionamento, volantini pubblicitari, finti certificati di garanzia e i dispositivi elettronici usati per le transazioni.

La denuncia penale: Oltre alla merce sono stati rinvenuti registri contabili mendaci che attestavano il volume d’affari sommerso dell’attività commerciale.

Il titolare dell’account è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica per il reato di introduzione e commercio di prodotti falsi ex art. 474 C.P.

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