I turisti televisivi

GiProietti - 3 Aprile 2021

Negli anni pre-Covid avevamo la fortuna di fare qualche viaggio di “istruzione da pensionati” nella nostra amata Sicilia.
Visitavamo tanti luoghi importanti, incontrandovi persone squisite, e poi a Ragusa e nella sua splendida provincia, Scoglitti, Puntasecca, Modica, Ispica, Pantalica,.. ) trovavamo turbe di pullman provenienti da tutta Italia, imbevuti “non di fori e di scavi”, ma di Montalbano!!! La televisione fa questo! Duplex della vita.

E nessuno studiava le architetture e la storia di quei posti, ma tutti urlavano: “Qui Beba ha preso a pagnuttuni Augello, qui Fazio si stava innamorando, finalmente, e qui l’eterna fidanzata Livia scendeva dal pullman di Punta Rraisi (due erre)”.

Allora era il momento di trasferirsi a Selinunte, Segesta, Erice e…anche a Pizzolungo.
Questo è un posto bellissimo, sotto Erice, sul mare, dove passa la provinciale che collega S. Vito Lo Capo a Trapani. È a pochi kilometri da Macari (o Ma’kari), dove sono ambientate le avventure giallo-sentimentali del giornalista cacciato da Roma, che trova Peppuzzo e la bellissima Suleima…etc etc. Ma questi telefilm sono del mese scorso, i libri di Savatteri, bellissimi, erano di 3-4 anni fa (e forse li avevo letti solo io), e perciò a Pizzolungo nessun pullman di patiti Tv compariva.

Ma…Ma a Pizzolungo c’era, sul lato della strada verso il mare, un piccolo monumento, che, a spese di un papà e di una figlia addolorati, ricordavano la STRAGE MAFIOSA del 2 aprile 1985, in cui furono fatti a pezzi, “per sbaglio”, una mamma di 30 anni che accompagnava i due gemellini di 6 anni a scuola a Trapani.
Alzammo gli occhi tutto intorno per ricordarli, perché i loro mignoli, i loro nasi, un pezzo delle gambe, furono scaraventati sui terrazzi e sui mobili degli appartamenti circostanti.
Ci venne da piangere. Pregammo. E li trovammo un po’ di realtà profonda e…di pensieri al Dio che sa…
Sono 36 anni ieri, che non dimentichiamo questo fatto.
E tornando a Roma ne ho scritto, anche alla stupenda sorella superstite, che non smette di lavorare in memoria della mamma e dei
due fratelli.
Poi qualche tempo dopo venni a sapere che quel monumento era stato distrutto dai soliti ignoti, perché offendeva “l’onore” di qualcuno!!!
La sorella ed il papà Asta ricostruirono il monumento e qualche Amministratore porta li’ ogni tanto una corona di fiori.
Dopo la pandemia, se ne usciamo vivi, vogliamo tornare lì sulla costa orientale trapanese, per sentirci tutt’uno con quei poveri innocenti.
Però proverei un grande dolore, immenso, se incontrassi pullman che vanno a Ma’kari a eternare le fictions, senza fermarsi 5 minuti a Pizzolungo.

La storia degli uomini non la fa la televisione, ma la vita vera.
Buona Pasqua, famiglia Asta


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