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Il colpo del magazziniere infedele a Ciampino: cibo rubato per 8mila euro, incastrati dal GPS e dai Carabinieri

I tre uomini sono stati denunciati a piede libero per furto aggravato

Il piano sembrava perfetto, oliato da una complicità familiare e dalla profonda conoscenza dei meccanismi interni di un noto deposito commerciale della zona.

Ma il capo magazziniere di un centro di stoccaggio e distribuzione di Ciampino non aveva fatto i conti con gli occhi dei Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo, che da giorni ne seguivano ogni mossa sospetta.

Il “dipendente infedele” e il carico fantasma

L’operazione è scattata dopo una serie di anomalie registrate nei flussi delle merci. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, appostati per un servizio di osservazione, hanno assistito a una scena surreale: il responsabile del magazzino, un 53enne romano, ha aperto le porte della struttura a un autocarro “amico”.

A bordo del mezzo c’erano i suoi complici: un padre e un figlio di 67 e 23 anni, originari di Fonte Nuova. Con la calma di chi si sente intoccabile, il magazziniere ha fornito indicazioni millimetriche e supporto tecnico per caricare sul camion bancali di generi alimentari – del valore di circa 7.900 euro – che lui stesso aveva provveduto a isolare in precedenza.

Una volta completato il carico, mentre i complici si allontanavano, l’uomo è tornato tranquillamente alle sue mansioni, quasi a voler sfidare le stesse telecamere di sorveglianza dell’azienda.

Dal deposito al “Cash and Carry”: il tentativo di ricettazione

Il viaggio del camion non è durato molto. I Carabinieri hanno pedinato il mezzo fino al quartiere Prenestino di Roma, dove i due complici erano pronti a piazzare la refurtiva presso un cash and carry della zona.

L’intervento dei militari è scattato appena prima che la merce venisse scaricata e “lavata” nel circuito commerciale legale, mettendo fine alla progettualità criminale del trio.

Refurtiva recuperata e licenziamento in vista

I tre uomini sono stati denunciati a piede libero per furto aggravato. Se per i due soggetti di Fonte Nuova la posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per il tentato smercio dei beni, per il magazziniere le conseguenze sono state immediate anche sul piano professionale.

L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita all’azienda di distribuzione all’ingrosso, che ha già avviato le procedure amministrativo-disciplinari per il licenziamento del dipendente.

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