

Per giorni l'aria è stata irrespirabile
L’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2016 nell’insediamento che si è creato negli anni in via Collatina 385 a ridosso ed all’interno del capannone che era dell’Interpan, alle spalle di quello occupato da altri immigrati e che già nel 2009 registrò un incendio (di altre dimensioni), ha prima messo in pericolo i rom e gli etiopi ed eritrei che vi risiedevano, almeno un centinaio, e poi per giorni interi ha avvelenato l’aria di Tor Sapienza, La Rustica ed anche parte di Colli Aniene.
S
u segnalazione di uno degli stranieri che, insieme agli altri, aveva tentato di bloccare sul nascere l’incendio sono subito intervenuti i pompieri che però si sono trovati davanti ai loro occhi un lavoro improbo tra cui lo spegnimenti di una discarica profonda 4 metri.
Gli occupanti erano stati recentemente identificati nell’ambito dei controlli per la sicurezza per il Giubileo.
Il fumo tossico, dal forte odore acre ha ricoperto tutta l’area limitrofa con una coltre simile ad una leggera nebbia ma che nebbia non era.
“Siamo esasperati: questo sarà il 200° rogo che interessa la zona – dichiara sconfortato il presidente del Comitato di quartiere Tor Sapienza Roberto Torre – non c’è la volontà da parte delle istituzioni di risolvere il problema.
Il sistema di integrazione non ha funzionato perché quando si lasciano le persone nella povertà, l’arte di arrangiarsi porta a fare di tutto, anche a superare la legalità”.
Nella giornata del 12 gennaio alcuni studenti dell’Istituto per il Turismo Livia Bottardi hanno preferito uscire dalla scuola proprio perché denunciavano difficoltà respiratorie.
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