Incontro con gli autori de ‘La Costituzione più bella del mondo’

Intervista a Paola Manfroni, Giampiero Quaini e Federica Micale, autori del progetto e del murales
Patrizia Artemisio - 13 Maggio 2021

Mai è stato più evidente quanto la legge, con innumerevoli ed inimmaginabili mutazioni, abbia tentato, in una straordinaria gara ad ostacoli contro il tempo del virus, di salvaguardare la vita dell’uomo. Poi, in un giorno qualunque di pandemia, ci siamo ritrovati a guardare sbalorditi un enorme ritratto, sul cemento metropolitano, delle regole “fondamentali” del nostro vivere insieme. La facciata di un intero palazzo ci è voluta, per dare un volto ai primi 12 articoli della Costituzione Italiana.  E quando ci sei davanti, e trovi che la tua città sia decisamente più bella con quel ritratto lì, finisce che ti viene in mente, come accade al giovane Holden, che “vorresti che l’autore fosse il tuo migliore amico, per telefonargli ogni volta che ti va”.

Lo abbiamo fatto, e questa è la conversazione che ne è uscita fuori. La mettiamo qui, nero su bianco, per tutti quelli che quando passano davanti al palazzo ATER in Via Adorno Gerolamo, si incantano, con gli occhi persi fino all’ultimo piano.  Sono Paola Manfroni, Giampiero Quaini, rispettivamente direttrice creativa e head of design di Marimo Brandlife Designers e Federica Micale, psicologa della comunicazione, gli autori del progetto e del murales denominato ‘la più bella Costituzione del mondo’.

Il tema della Costituzione è una vostra idea o vi è stato richiesto?

 Il tema è un’idea di Paola Manfroni, che ha voluto tradurre in simboli i principi costituzionali. Paola: “la verità è che nessuno di noi conosce il contenuto di questi principi, che se compresi e resi conoscenza diffusa basterebbero a migliorare la qualità della vita collettiva. Fin dall’inizio li abbiamo sognati come opere urbane, parte dello spazio pubblico. Perciò dopo averli disegnati li abbiamo resi disponibili a tutti in regime di common licenceal sul sito designforsocialimpact.marimo.it.

 

Ci dicono poi che la Fondazione Pastificio Cerere ha sposato il progetto, contribuendo a far realizzare il murales – eseguito dall’artista Greg Jager su bozzetto disegnato dagli autori – sulla grande facciata dell’edificio abitativo di proprietà di ATER nel quartiere Garbatella.

“Il progetto – spiegano – rivela una rinnovata importanza della pittura murale, intesa come potente strumento di comunicazione che in maniera trasversale ma diretta raggiunge pubblici diversi ed eterogenei, stimolando la curiosità e il pensiero critico, configurandosi dunque come un dispositivo chiave ed efficace nei processi di rigenerazione urbana. Come in qualsiasi intervento artistico rivolto allo spazio pubblico, è necessario che venga istituito un dialogo tra autori, cittadini, istituzioni, committenti pubblici e privati, per diventare bene culturale condiviso e identitario. Questa imprescindibile funzione di mediazione è stato il ruolo della Fondazione Pastificio Cerere”.

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Qual è l’origine dei simboli utilizzati per dipingere i primi 12 articoli della più bella Costituzione del mondo? 

“I simboli nascono dalla scomposizione di elementi contenuti nell’emblema della Repubblica Italiana. Facendo leva sul loro valore simbolico, sono stati ricombinati per creare figure con una valenza semantica e iconica adeguata al messaggio rappresentato”.

 Credete che questi 12 articoli siano norme e valori condivisi ieri quanto oggi e domani o potrebbe essere rivisto qualche simbolo o combinazione di simboli su quel palazzo? 

“Mai come oggi, dopo un evento che ci ha travolto non come individui ma come collettività quegli articoli risuonano potenti e necessari. Lo scopo del progetto è portare le persone a leggere la Costituzione e comprenderla nella sua essenza. E perché no, migliorarla secondo l’iter previsto dalla Costituzione stessa. L’articolo 2 per esempio potrebbe contenere il riferimento ai doveri di solidarietà nei confronti delle generazioni future e dell’ambiente, sappiamo che esiste già una riflessione aperta in tal senso. In questo caso saremo felici di salire di nuovo su quella piattaforma”.

 

Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.


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