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Festa per il decollo del parco nell’ex aeroporto di Centocelle

Inaugurata l’area verde, senza Veltroni, ma con la presenza degli amministratori capitolini e municipali, nella notte bianca

Quello che è stato quasi cento anni fa il primo aeroporto italiano (ribattezzato successivamente col nome di Francesco Baracca) e  che vide il biplano “Flyer”,  pilotato da W. Wright, alzarsi in volo per ben dieci minuti alla temeraria altezza di trenta metri dal suolo, oggi, nel giorno della “notte bianca” organizzata dal Comune di Roma, è diventato (per i primi 33 ettari) uno straordinario parco archeologico urbano, consegnato alla città e ai cittadini dal Comune di Roma.


Per le migliaia di persone (composte anche da famiglie intere) che hanno varcato le entrate ferrate del parco, lungo la via Casilina, rigorosamente rimaste finora chiuse per i lunghi lavori preparativi, è stato come salire per la prima volta su un aereo.


Un grande aereo virtuale che sorvolava non solo l’intero spazio attrezzato dell’area (illuminazioni, panchine, viali alberati: sono ben 500 gli alberi piantati!, fontanelle, percorsi ludici e ciclabili, resti archeologici di due ville romane), ma, idealmente, anche gli altri  90 ettari che ancora mancano (sono noti i problemi d’esproprio, e non solo, di insediamenti commerciali che insistono nell’area limitrofa) per completare l’intera distesa a verde pubblico del parco di Centocelle.


Prossimamente saranno aperti al pubblico altri 18 ettari (lato via di Centocelle) offrendo l’accessibilità anche ai cittadini del Quadraro.


In totale, dunque, 120 ettari. Un vero polmone ecologico, un sito archeologico e uno spazio ricreativo, posto a est della Roma periferica, tra via Casilina, viale Palmiro Togliatti (Torre Spaccata), via di Centocelle (Quadraro), che sarà persino più grande di villa Borghese.


Ma, come per ogni volo, accanto al piacere di librarsi sopra le nuvole (lì dove c’è sempre il sole) o di assaporare il gusto di raggiungere nuove mete, coesistono nell’animo dei passeggeri anche le tensioni e le apprensioni per i problemi e le incertezze che le stesse positive novità portano con sé.


Fuor di metafora.


Sono note le obiezioni  e le preoccupazioni che (anche polemicamente) hanno esternato i cittadini e alcune associazioni di quartiere agli amministratori pubblici, utilizzando pure le pagine del nostro mensile, sui problemi importanti che potrebbe persino mettere in dubbio la futura evoluzione e lo sviluppo del parco stesso.


Quelli, intanto, della sua manutenzione e sicurezza (verde, pulizia, decoro, vigilanza, presenza adiacente del campo nomadi e degli sfasciacarrozze: quanto resisterà il parco all’incuria e agli assalti incontrollati dell’inciviltà?); quelli, poi, delle infrastrutture, ancora mancanti, indispensabili alla sua fruizione (parcheggi, vie d’accesso facili: ad esempio, la proposta di un ponte sulla via Casilina per collegare Centocelle al parco superando la barriera della strada consolare. Infine, ma non ultimi, quelli dell’inserimento del parco negli interessi didattici e sportivi-ricreativi delle scuole, al fine di farlo “vivere” quotidianamente anche dal punto di vista culturale-ambientale.


Il cronista, anche a rischio di “rovinare la festa” a qualcuno, ha cercato di strappare qualche commento “a caldo” su queste problematiche tra le varie autorità intervenute (fra gli altri, gli assessori Morassut e Pomponi, i presidenti dei Municipi X e VII, Medici e Mastrantonio, il capo gruppo dell’Ulivo al Campidoglio, Pino Battaglia) anche se mi sarebbe piaciuto farlo direttamente con il Sindaco, ma non era presente.


Comunque Pino Battaglia ci ha confermato che il prossimo campo nomadi da rilocalizzare (è dal 1993 che se ne parla!), come è già avvenuto per gli altri a Roma, sarà proprio questo di via Casilina.


Per ciò che attiene invece alla vigilanza, per tre mesi (fino a Natale, dunque) è garantita la sorveglianza “armata diurna e notturna” all’interno dell’area.


Nel frattempo, verranno inserite cinque tenso- strutture che provvisoriamente gestiranno in proprio attività ludico-culturali e che dovranno avere cura nello stesso tempo della pulizia e del decoro dell’area.


Tutto ciò in attesa della realizzazione dei centri-servizi permanenti per l’accoglienza, il ristoro e il tempo libero, previsti nel Piano Particolareggiato approvato dal Consiglio Comunale.


Per quanto concerne, infine, il problema dell’accesso e delle relative infrastrutture necessarie, è a buon punto l’esecutività del progetto (già finanziato), proposto dalle associazioni locali, del ponte che unirà pedonalmente il quartiere di Centocelle con l’interno del parco, oltrepassando le due ampie carreggiate della via Casilina. Lo stesso vale per la realizzazione delle aree di parcheggio a regime (per ora ci sono quelle provvisorie, ma ampie, pavimentate con materiale naturale stabilizzato).


Per il momento, però, le molte persone intervenute si sono godute le brillanti iniziative organizzate per festeggiare quello che si è già realizzato: giocolieri, saltimbanchi, esibizione dei paracadutisti dell’aeronautica militare che si sono lanciati dal cielo atterrando nello spazio antistante il palco centrale, musiche e canti di buona qualità fino a notte fonda (a cura di vari gruppi sonori).


Ma il volo virtuale sul parco urbano continua, sognando (perché no?) un prossimo atterraggio in occasione del suo completamento e di un suo sviluppo positivo, magari utilizzando la nuova pista, lunga 400 metri, realizzata per ricordare quella originaria (di appena 50 metri) da cui decollò nel 1909 il biplano di Wright. 


L’orario di apertura del parco è il seguente: 7,30 – 17 (ottobre-febbraio); 7 – 18 (marzo); 7 – 19,30 (aprile-maggio); 7 – 20,30 (giugno-agosto); 7 – 19,30 (settembre).

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