La nuova amministrazione e il teatro di prova e la scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Belluzzo (Fd'I / ACE): "Rinnoviamo le speranze che il progetto, legato al programma di Riqualificazione Urbana 'Centro Servizi Prenestino' possa ripartire"
Comunicato stampa - 6 Novembre 2021

“Con l’arrivo della nuova Amministrazione, scrive in una lunga e circostanziata nota -Christian Belluzzo (Fd’I / ACE) –  rinnoviamo le speranze perché si faccia un passo indietro rispetto alle scelte di governo di Roma del Movimento 5 Stelle, che reputiamo sbagliate e che avevano visto l’abbandono dell’importantissimo progetto innestato nel contesto del Centro Servizi Prenestino, per la scuola di ballo ed il teatro di prova dell’HUB culturale crediamo forse più importante d’Italia, il Teatro dell’Opera di Roma.

“Tutto era nato con il programma di Riqualificazione Urbana “Centro Servizi Prenestino” oggetto della Deliberazione n. 205 del 27.10.2003, che conteneva gli Indirizzi al Sindaco per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma ex art. 34 D.Lgs. n. 267/2000, a cui seguiva successiva Conferenza dei servizi, conclusasi con parere favorevole espresso tramite Determina Dirigenziale del PAU – Direzione e Programmazione del Territorio ex U.O. 4 Compensazioni edificatorie con D.D. n.104 del 12.02.2010 Prot. N. 3020. Il programma rientrava tra i piani urbanistici di cui all’Art. 113, comma 1, lett. f, del P.R.G. vigente, per i quali vige la “Disciplina urbanistica applicabile al momento stesso dell’adozione” ovvero il P.R.G. previgente.

Qualche anno dopo nel 2017, il Teatro dell’Opera il iniziava il recupero dei capannoni presenti in Via dei Larici anche al fine di delocalizzare le officine di Via dei Cerchi e realizzare un polo formativo sui mestieri artigiani del Teatro in armonia a completamento pure del progetto relativo alla scuola di ballo ed il teatro di prova. In questo contesto infatti il Municipio V nel 2013 si era fatto promotore di una modifica della Convenzione urbanistica relativa al Programma di Riqualificazione Urbana “Centro Servizi Prenestino”, e tale richiesta è stata formalizzata per mezzo di memoria di Giunta N. 3 del Municipio Roma V con Prot. N. 17350 del 4 Febbraio 2016, richiedendo delle modifiche ai sensi degli Art. 1 e 1Bis della L.R: 02/07/1987, N.36 e SS.MM, in cui il Municipio Roma V, con le quali si chiedeva al Commissario Tronca “di attivare l’iter di modifica della convenzione”, riaprendo la conferenza dei servizi in ambito comunale al fine di rimodulare le volumetrie che sarebbero state di proprietà del Comune di Roma, realizzandole sulla base delle esigenze del Teatro dell’Opera di Roma. A seguito di questo il Municipio Roma V, prima dell’avvento del Presidente Boccuzzi in quota M5S, quindi prima del luglio 2016, aveva chiesto ed ottenuto la revisione di alcune altezze che andavano ad inficiare la visuale dei palazzi già esistenti, e poi opere di urbanizzazione, viabilità, sistema di smaltimento delle acque e illuminazione pubblica. Tali richieste di modifiche erano state arricchite e modellate dalle esigenze evidenziate dai vertici del Teatro dell’Opera di Roma – Ente già proprietario di Capannoni ed attrezzature pubbliche in area limitrofa a poche centinaia di metri, come già detto in via dei Larici – Via Prenestina, e che avrebbero dato seguito alla necessità da parte dell’Ente di realizzare una sala teatro per le prove nonché di ricollocare e implementare le attività connesse alla scuola di danza, alla Kids e youth orchestra, e al coro delle voci bianche del Teatro dell’Opera, in una sede opportuna nell’ambito del Municipio Roma V.

Tale variante di programma prevede, nella Convenzione vigente, sia la realizzazione di un teatro di prova del Teatro dell’Opera di Roma con trecento posti quale servizio di quartiere, sia una superficie utile lorda (SUL) pari a circa 2.285 mq di proprietà di “Roma Capitale”, recependo in questo modo le richieste del “Teatro dell’Opera di Roma” contenute nella memoria di giunta del Municipio Roma V già citata.

La convenzione in variante appena descritta prevedeva tra le opere a scomputo in carico al proponente, la realizzazione di un teatro con palco equivalente a quello attualmente oggi usato dal Teatro dell’Opera di Roma, corredato da 300 posti, per un importo di € 698.994,20, e nell’ambito degli accordi convenzionali è già stata ceduto a Roma Capitale il diritto edificatorio di SUL 2.280,52 mq sulla quale dovrebbe essere realizzata la “scuola dell’opera”, non prevista tra gli oneri della società convenzionata.

Più in dettaglio, le  proposte di modifica al Programma ai sensi dell’Art. 1 L.R. 36/’87 e SS.MM riguardano varie cose tra cui:

1. La qualità urbana del nuovo assetto proposto, che con la variante urbanistica proposta pur non variando le quantità generali di progetto, riesce a migliorare sensibilmente il rapporto con il territorio e la qualità generale dell’intervento, intervenendo su tre elementi significativi:

a. la definizione di una specifica identità per le volumetrie di servizio pubblico, attraverso l’individuazione di una funziona pubblica specifica, in accordo con un soggetto pubblico quale il “Teatro dell’Opera di Roma”.

b. il disegno generale del sistema connettivo del verde, in modo da sottolineare le preesistenze archeologiche rinvenute sull’area, definendo altresì un sistema di percorsi fisici e visuali al fine di definire una maglia ecologica in grado di collegare le aree del programma alle aree verdi limitrofe, creando un vero e proprio sistema di quartiere.

c. ridefinizione delle volumetrie private, anche attraverso una risagomatura più morbida evitando altezze troppo elevate degli edifici.

2. Le modifiche apportate al mix funzionale originario del programma, senza incremento delle quantità edificatorie complessive.

3. il progetto e la realizzazione della Scuola di formazione per la danza e la musica del Teatro dell’Opera di Roma, di cui la SUL totale massima a disposizione degli spazi per il Teatro dell’Opera risulta pari a 2.877 mq c.a complessivi.

In buona sostanza questo è un programma di una funzione pubblica di pregio, e rappresenta la realizzazione di un vero e proprio polo tecnico-didattico legato al Teatro dell’Opera di Roma, avvalora l’intero intervento, caratterizzandolo positivamente anche nell’ambito territoriale che risulta invece da sempre penalizzato da un degrado diffuso, e vuole creare una ’kora’ contemporanea, una sorta di piccola acropoli della formazione artistica, con una frequentazione diurna e serale che assicuri una forte presenza di utenti anche in orari serali, a garanzia della sicurezza dei luoghi, sempre direttamente proporzionale alla densità dell’utenza.

Tale progetto riguardando la realizzazione di un Teatro al servizio della nuova sede della Scuola di Ballo e dell’Orchestra giovanile dell’Opera di Roma, è un ambizioso progetto della seconda casa della Fondazione Teatro dell’Opera, che vedrà il suo compimento con la realizzazione della nuova sede della Scuola, con un edificio integrato con la struttura teatrale, ancorché autonomo dal punto di vista costruttivo e funzionale. In questo contesto il Teatro arricchirà la proposta culturale e formativa, in quanto ospiterà stabilmente tutte le rappresentazioni che la Scuola di danza farà periodicamente, essendo collegata alla struttura del Teatro e con esso in grado di creare un progetto di altissimo profilo culturale, garante da solo della riqualificazione dell’intero quadrante urbano.

Purtroppo a causa del cambio di rotta della amministrazione grillina in Municipio Roma V, apprendevamo dal sito del Teatro dell-Opera di Roma ed in particolare dal link seguente

https://www.operaroma.it/news/firmato-il-protocollo-dintesa-tra-roma-capitale-teatro-dellopera-municipio-viii/ che in data 1 luglio 2020, era stato firmato un Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale-Teatro dell’Opera-Municipio VIII, con il quale si dava il via alla riqualificazione di una ex scuola nel quartiere Tor Marancia, la quale la si vorrebbe far diventare un centro culturale popolare polivalente che ospiterebbe al suo interno anche il nuovo “Centro Formativo” della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, volto alla preparazione tecnica e artistica di giovani, con spazi ideati e dedicati alla Scuola di danza, alla Scuola di canto corale, alla Cantoria e alla Youth Orchestra, in buona sostanza il progetto che invece dovrebbe sorgere nel Municipio Roma V!!! Sembra pure che tale cambio di rotta, per realizzare questo Centro Culturale Polivalente al posto dell’ex scuola elementare Raimondi in via di Tor Marancia nel Municipio Roma VIII, sarebbe stato oggetto di forti critiche dai cittadini, associazioni e comitati del territorio, visto come un progetto calato dall’alto, diverso da ciò che chiedevano i cittadini, ridimensionando fortemente i loro intenti come invece stabilito dal programma #RomaDecide, al fine di non rendere inutili queste votazioni, realizzando prima i 13 progetti che hanno ottenuto più voti

Non abbiamo mai capito perché l’ex Presidente Boccuzzo (M5S) del Municipio Roma V, non abbia voluto perorare questo pregiato progetto anzi addirittura osteggiatoe crediamo invece si debba lavorare con tutte le forze per avere la Scuola di Ballo ed il Teatro di Prova del Teatro dell’Opera di Roma nel territorio del Centro Servizi Prenestino in Municipio Roma V, ottenendo così un polo culturale internazionale che sarebbe a meno di 200 metri dai famosi capannoni del Teatro dell’Opera di Roma di Via dei Larici dove verrebbe l’Accademia.

Dal verbale della Commissione Trasparenza del Municipio Roma V, del 25 ottobre 2019, nota prot. CF-N° 29676 del 18/02/2020, troviamo pure indicazioni riguardo un blocco delle autorizzazioni in variante, che sarebbero passate in consiglio di Stato con parere positivo, ma che non essendo ancora arrivati alla firma del Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica (PAU), avrebbe portato la società costruttrice a ricorrere al TAR, e ci chiediamo oggi a che punto siamo.

Vogliamo anche fornire ulteriore informazioni riguardo le principali caratteristiche della variante accordata che permetterebbe di raggiungere i seguenti pregevoli obiettivi:

– Invarianza della SUL private di piano, senza alcun tipo di incremento delle volumetrie private;

– Invarianza delle funzioni private proposte cioè, Servizi Privati (amministrativi, direzionale, commerciali, turistico ricettive, ecc.);

– Diminuzione dell’altezza del comparto Z2 che da 7 piani passa a 2 piani;

– Eliminazione del parcheggio pubblico a 2 piani (multipiano) su via Prenestina e ricollocazione dei parcheggi nell’ambito dei comparti privati come parcheggi privati a uso pubblico;

– Creazione di un Polo di interesse pubblico formato dal teatro, gestito dal Teatro dell’Opera di Roma, e dalla SUL pubblica, per circa mq. 2180;

– La realizzazione della “scuola dell’opera” sulla base di una valutazione tabellare, e che per tale realizzazione potrebbe essere necessario un impegno finanziario di circa € 2.500.000/3.000.000.

– La ridefinizione del progetto del verde pubblico come da istanze della Soprintendenza.

– La sala teatro e la ricollocazione ed implementazione della scuola di danza, della kids e la youth orchestra e del coro delle voci bianche, è la realizzazione di quello che per la periferia ad est è un sogno che si avvera.

– il Teatro dell’Opera potrebbe risparmiare dei fitti passivi per la collocazione del teatro di prova, la scuola di ballo, ed il coro del Teatro dell’Opera, mentre attualmente le attività si svolgono presso edifici privati in affitto, ma in questa nuova sede avrebbe spazi pubblici gratuiti e logisticamente più razionali, quindi risparmiando denaro pubblico e migliorando la funzionalità e l’usabilità.

RITENIAMO OPPORTUNO rinnovare la volontà di perseguire gli obiettivi della variante accordata nel corso di precedenti Amministrazioni in particolare per quanto riguarda l’abbassamento rispetto alle altezze troppo elevate degli edifici del primo progetto approvato, ed il soddisfare le esigenze del Teatro dell’Opera di Roma e quella altrettanto importante di arricchire il quadrante della periferia est di Roma, obiettivi che non vogliamo perdere a causa del Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale-Teatro dell’Opera-Municipio VIII, destando grande sconcerto nel territorio, che si vede per sempre privo di un Polo Culturale attrattivo, del rischio della caduta della variante in progetto e quindi del ritorno al vecchio progetto con palazzi alti sette piani, e con un multipiano inutile in zona che contribuirà soltanto al degrado, attirando spaccio e prostituzione in zona, fenomeni già molto presenti in zona e che peggioreranno con certi tipi di scelte scellerate.

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