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La poesia e la donna alla Biblioteca Rodari

Venerdì 18 marzo 2016 un evento della Casa delle Poesie in cui giornata della donna e la giornata della poesia si incontrano in Enheduanna prima poetessa della storia

Venerdì 18 marzo 2016, alle ore 17.00, presso la biblioteca “Gianni Rodari” in via Francesco Tovaglieri 237/a a Roma Tor Tre Teste la Casa delle Poesie Centocelle in collaborazione con Periferie, Poeti del Parco e Duetto in Atto darà vita all’evento: La giornata della donna e la giornata della poesia si incontrano in Enheduanna (2285—2250 a.c.) prima poetessa della storia.

Il Programma
1. Introduzione
2. Musica e immagini sulla poesia di A. Merini “A tutte le donne” (Video)
3. Monologo sul femminicidio di L. Costa (Video)
4.A. Ingletto: Il mito di Medea nella civiltà greca
5. I ragazzi della Duetto in Atto in una performance da “La mia famiglia siamo” di P. Cortellesi
6. L. Peticca, da Enheduanna alle poetesse arabe contemporanee: Nazik al Mala’ika – Iraq: “Il canto d’amore per le parole”
Joumana Addad – Libano: “Sono una donna”
7. A. Profumi: variazioni teatrali sulla poesia: “Inno e lode delle donne che amiamo”di Nikos Engonòpulos
8. V. Luciani: poesie proprie per la donna e per la poesia

VivePOESIE PROPRIE PER LA DONNA E PER LA POESIA è il tema che mi è stato affidato per il mio minireading di quattro poesie quattro alla Biblioteca Gianni Rodari di via Tovaglieri 273 venerdi 18 marzo 2016 dalle ore 17.00, qui tutte le info http://casadellepoesie.blogspot.it/2016/03/enheduanna-la-poesia-e-la-donna.html .La prima è dedicata a mia moglie e ha un riferimento al terremoto de L’Aquila, che abbiamo vissuto proprio come è detto negli ultimi versi, e uno alla caducità umana (nel “video” potete ascoltare la versione in dialetto)ViveNenna, nuje ce hamma trattà vive che dope a morte nun ce sta cchiù nnente. Tu cusce, ji te guarde, u tempe passe e nun te diche nente, e sotte u balecone veje passà nu munne che nun canosche cchiù; e gghjurne a gghjurne cristiane ce ne vanne, sciusce a sciusce. E pure nuje… Da mo’ a cent’anne!E trattàmece mo’ che sime vive. Tu lassa u cósce e ji u scrive. E stregnìmece i mane. Allassacrese. Accume jè state ’o tarramute de L’Aquele. Che nun furneva maje.DA VIVI – Cara, dobbiamo trattarci bene da vivi / che dopo la morte non ci sta più niente / Tu cuci, io ti guardo, / il tempo passa e non ti dico niente / e sotto il balcone passa un mondo / che non conosco più / e giorno dopo giorno / le persone se ne vanno soffio dopo soffio. / E pure noi… Fra cent’anni! // E amiamoci adesso da vivi. / Tu lascia stare il cucire ed io lo scrivere. / E stringiamoci le mani. / All’improvviso. / Come è stato al terremoto / dell’Aquila. Che non finiva mai.Adesso fate con me un balzo indietro di 60 anni. Il ricordo del mio primo acerbo amoreLentiggini e sorrisiOre per lei consumava allo specchio a curvare capelli setolosi. Geloso, la spiava al capostrada, sfrenata al gioco con le sue compagne, contento se furtiva a lui rideva. Mai ne fece parola, neppure con gli amici, e il cuore gonfio era di lei partita all’improvviso per Milano. Tutta lentiggini e sorrisi Miliuccia era da bambina: un’albicocca di Scarfagna.Infine una donna e una città o più donne e più città, la mia, le mie, la vostra, le vostreSenza nomeSono tornato nella nostra città povera di te che non chiamo per nome perché quel nome graffia il cuore ancora. Le vie più nostre il cui nome non dico mi sembrano sbiadite e senza senso. Ma cosa importa a te avventurato che leggi e che pena forse provi, e non per me, ma per quella tua donna e quella vostra città e quelle strade d’amore di cui non so né vorrò chiederti il nome. A noi basta il sottile il perfido veleno di un ritorno che avvicina allontana un amore che non chiamiamo più per nome ma non possiamo cancellare mai.

Pubblicato da Vincenzo Luciani su Giovedì 17 marzo 2016

9. I ragazzi della Duetto in Atto recitano una poesia da loro costruita in un percorso di Art Counseling
presentazione-libro-biblioteca-rodari10. M. Rossi da Tempo di tulipani: “Due” e “Nello stesso respiro” da Spoon River: “Margaret Fuller Slack”, da M. L. Spaziani, da I fasti dell’ortica:“Il calore giusto”
11. L. Gaglio da E. Dickinson: “C’è una solitudine dello spazio” – “Io abito nella possibilità” – “Potessi cavalcare alla ventura”
12. L. Peticca: da Il pensiero delle viole: “A. Merini” e “A parole”
“Forse poesia” (inedita)
13. Video -Musica, immagini e recitazione della poesia di Pedro Salinas:
“Svegliati” in La voce a te dovuta
14. I ragazzi della Duetto in Atto recitano una performance “Radio interrotta” “stralci sulla donna”
15. Musica, immagini e parole sulla poesia di A. Merini: “Il regno delle donne” (Video)
16. Conclusioni


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