La Principessa di Sarsina e Monteverde

E' stata una donna "amatissima e profondamente rispettata per le sue virtù"
Makaa Jade - 14 Maggio 2020

La Principessa di Sarsina ha vissuto tra il 1844 e il 1921 ed era stata battezzata con i nomi Francesca Carlotta Vittoria Maria. Di origine francese, era figlia del Conte Carlo Federico Rochefoucaud e di Anna Carlotta Cuillier Perron.
Acquisì il titolo di principessa di Sarsina andando in sposa nel 1865 al principe Don Pietro Prospero Maria Camillo Borghese Aldobrandini (1845-1885), erede della contea di Sarsina, piccola città emiliana in provincia di Forlì e Cesena. Il loro matrimonio durò vent’anni per la prematura morte del principe, ma da esso nacquero cinque figlie andate poi in sposa ad altre famiglie nobili romane.

Il principe era un uomo che, nella sua breve vita, si dedicò a numerose opere di beneficenza tanto da essere ricordato dal prelato, in occasione del primo anniversario della morte, come un uomo “dall’anima d’oro e dal comportamento di ferro”.
Le fonti citano spesso l’importante ruolo svolto dal principe come presidente della Società Primaria degli Interessi Cattolici e, tra le sue opere “pie”, elogiano la personale iniziativa di allestire nel proprio palazzo in Borgo Sant’Agata Feltria un presidio sanitario per i feriti della battaglia risorgimentale del 1869 e la costruzione di scuole e asili nel medesimo borgo medievale emiliano e a Roma.

La Principessa, seguendo le orme del marito, prese parte alla Congregazione della chiesa di Santa Maria Maddalena come una delle 63 dame per finanziare un “istituto con lo scopo di offrire vitto sostanzioso ed igienico alle madri di famiglia durante l’allattamento dei figli”; infine, si dedicò ad opere di beneficenza mantenendo a proprie spese un asilo infantile nella città di Anzio.

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Nel 1931 il Governatorato di Roma, secondo cui il nuovo nucleo urbano monteverdino si sarebbe distinto per la toponomastica intestata a personaggi la cui vita è stata un lodevole esempio di beneficenza, le dedicò una via e una piazza ricordandola come “fondatrice di asili di beneficenza”.

Oggi entrambe le targhe toponomastiche a lei dedicate non esistono più: la via avrebbe dovuto trovarsi tra Via Tarquinio Vipera e Via Fabiola ed è stata soppressa dallo sviluppo edilizio, mentre la piazza oggi è nota sotto il nome di Piazza Madonna della Salette. La nuova targa, infatti, è dedicata dal 1963 alla chiesa di “Nostra Signora della Salette”, terminata pochi anni dopo su terreno appartenuto alla Vigna Hausmann. Al centro della piazza troviamo le vie Ghislieri, Fabiola, Balestra e Falconieri che convergono verso il modesto parcheggio auto.

La Principessa di Sarsina, ricordata per breve tempo nella toponomastica monteverdina, è stata una donna “amatissima e profondamente rispettata per le sue virtù dalla numerosa famiglia Borghese”, ma se ne era persa la memoria a causa della nuova targa toponomastica e, a mio avviso, meritava essere ricordata.


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