

Sfrecciava tra via Don Primo Mazzolari e il Villaggio Prenestino facendosi largo nel traffico con un girofaro acceso sul cruscotto
Un lampeggiante a luce blu pulsante piazzato sul cruscotto, un distintivo metallico d’ordinanza (ma rigorosamente tarocco) per accreditarsi come investigatore e un bastone telescopico d’acciaio pronto all’uso sotto il sedile.
Viaggiava così, convinto di incutere rispetto ed eludere le code della periferia orientale di Roma, un quarantenne italiano con parecchi guai pregressi con la giustizia.
La recita da “agente in borghese” è durata però fino all’incontro con le pattuglie d’élite del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza, che lo hanno disarmato e denunciato.
L’operazione condotta nel quadrante del Villaggio Prenestino rientra nella stretta sulla sicurezza e il contrasto all’illegalità diffusa disposta dal Comando Provinciale nelle fasce periferiche della Capitale.
A tradire il finto poliziotto è stata la troppa disinvoltura sfoggiata lungo via Don Primo Mazzolari, arteria nevralgica del Municipio VI:
La sirena visiva nel traffico: I Baschi Verdi in pattugliamento hanno notato una normale Renault Clio che procedeva a velocità sostenuta facendosi largo tra le auto con un dispositivo luminoso blu ad alta intensità posizionato dentro l’abitacolo.
L’alt e il riscontro dei precedenti: Notando difformità rispetto ai protocolli delle autovetture di servizio in tinta neutra, le fiamme gialle hanno sbarrato la strada al veicolo. Alla guida un cittadino romano già noto agli archivi delle forze dell’ordine.
La successiva perquisizione dell’autovettura ha portato al sequestro di un vero e proprio equipaggiamento d’incursione:
Il secondo girofaro: Nel cassetto portaoggetti i militari hanno trovato un ulteriore lampeggiante blu magnetico da tetto, del tutto simile a quelli in uso alle squadre investigative civette.
L’arma da difesa e la placca: Sotto il posto di guida è stato recuperato un manganello telescopico in metallo, affiancato da una placca d’ottone con l’incisione fasulla “Polizia Giudiziaria”.
Tutto il materiale contraffatto e atto a offendere è stato sottoposto a sequestro penale immediato.
Per il conducente è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Roma: le contestazioni vanno dal possesso di segni distintivi contraffatti (art. 497-ter del codice penale) al porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere (art. 4 della Legge 110/1975).
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