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L’Associazione Calpurnia ex mercato di Torre Spaccata per la rinascita del quartiere 

Il degrado delle periferie non è un destino indelebile ma il prodotto di scelte e interessi che collettivamente possono essere battuti

Nata a Torre Spaccata l’associazione Calpurnia da ormai quattro anni  ha raccolto diversi abitanti della zona e vive per recuperare sia l’identità più collettiva genuina e popolare che i luoghi abbandonati al degrado nel quartiere.

Un degrado contro il quale tutti i giorni ha lottato e lotta  con determinazione e difficoltà continue.

Torre Spaccata non può essere solo un crocevia di strade, una serie di semafori, indistinto tra viale dei Romanisti, via Casilina e la stessa via di Torre Spaccata. Non un quartiere dormitorio senza servizi né cultura ma tante buche e pochi colori.

Torre Spaccata può diventare un punto di incrocio e uno spazio naturale dove i diversi abitanti  da Centocelle a Cinecitta, da Torre Maura all’Alessandrino si ritrovino e vivano con gli abitanti stessi del quartiere  momenti culturali e fattivi concreti e innovativi.

Per questo da subito l’ex mercato di Torre Spaccata è  stato scelto come simbolo non solo virtuale dello scambio e delle possibilità culturali collettive di un intera fetta di Roma reale e popolare.

fotolungaQuello di via dei Romanisti è uno tra i tanti ex mercati abbandonati o mal usati a Roma simboli di un mal costume che ha preferito la speculazione del profitto  al riuso collettivo.

Trasformare un freddo capannone, abbandonato da decenni al degrado in uno spazio culturale attrezzato e vivo in grado di aggregare culturalmente e recuperare alla qualità la vita quotidiana di persone di diversa età e provenienza è  stata una battaglia sia di contenuti che reale, con battaglie piccole  e grandi, quotidiane  non solo economiche.

Il tutto è stato fatto senza alcun contributo istituzionale né nessun aiuto ne privato ne pubblico.

pinocchioIl tutto è stato possibile  giorno per giorno e  man mano con il duro lavoro quotidiano e con l’aiuto reciproco di abitanti associazioni e comitati indipendenti e liberi che si sono semplicemente rimboccati le maniche e con modestia e tenacia sono riusciti a resuscitare una struttura abbandonata e fatiscente.

Una struttura circondata da centri commerciali accerchiata da supermercati tutti uguali e utili solo alla speculazione e alla appiattimento sociale  e culturale

Ora comincia ad essere aperta tutti i giorni e a diventare luogo dello scambio e della memoria collettiva con iniziative mirate e partecipate.

Partendo dal fatto che questi quartieri data la vicinanza con Cinecittà sono stati per anni i luoghi naturali di residenza dei lavoratori del cinema e dello  spettacolo tutto, di maestranze e attori, di attrezzisti o semplici comparse di persone insomma che hanno vissuto quotidianamente  momenti artistici irripetibile  ed indimenticabili si è pensato di raccogliere locandine e ricordi, mirabilia e sensazioni  fino a far diventare l’ex mercato coperto di Torre Spaccata non un museo dei ricordi ma una sorta di dopolavoro dei lavoratori del cinema e dello spettacolo dove si possano incontrare operatori di ieri, di oggi ed anche di domani.

occhioNon una mostra né un santuario, non un luogo morto e inattivo per party di lusso e per pochi eletti, ma una bottega, un’officina moderna insomma per i nuovi mestieri dello spettacolo una fucina di incontro e lavoro e anche di  vero divertimento,

Non di un  divertimento competitivo ed inutile ma  una  ricerca anche ludica ma produttiva e aperta alla ricerca e all’innovazione.

Non un video gioco sterile e incomunicante ma uno scambio reale, un baratto di storie e saperi una fucina di amicizia e ricerca, di insegnamento gioioso e riscoperta quotidiana di sensazioni e lavori culturali reali

 

Il cinema con le sue ricette artistiche ritrovate  ed anche mangerecce.

I cartoon come  spettacolo disegnato e genere  di massa non solo ricreativo ma raffigurazione artistica.

Il mercato come baratto e riscoperta dell’utilità’ delle cose nella loro essenza ed utilità vera e non solo firmata, come forma dell’uso e del riuso per scambiare e ritrovare materiali di ieri, di oggi e anche di domani.

La poesia come forma di comunicazione lunatica trasversale che supera le diversità’ e comunica contenuti e sensazioni nascoste e narrazione oltre il percettibile.

I libri come pagine di mille storie ormai sparite e fissate tra pagine indelebili e sogni di superamento.

E poi il teatro, la pittura e tutte le arti della comunicazione reale che trovino posto in una periferia disgregata e disgregante e ridiano qualità alle nostre vite disperse e non comunicanti

Dalle mille forme del consumismo, quello si più annientatore del pensiero umano quotidiano, la qualità della vita. Ecco nei nostri quartieri cosa vuole essere l’ex mercato di Torre Spaccata

 

Quattro anni fa era evidente che era stato fatto sì che il degrado fosse totale  e il quartiere completamente diviso in due  per quanto riguardava servizi e manutenzione.

Da una parte negozi e mercati attivi dall’altra buio e ex mercato abbandonato alla distruzione più totale.

donna telefonoL’associazione collaborando con il comitato di quartiere ha fatto diversi interventi pratici: Parco Sisenna, Parco della Biblioteca, bonifica dall’eternit, pista ciclabile  e incontri per la messa in sicurezza di via de’ Romanisti con l’assessore competente.

Il teatro Ex Enaoli, finiti i lavori, lo trovammo in uno stato pietoso e l ‘ex presidente del municipio riuscì a tamponare velocemente e momentaneamente il problema.

Tutto quello che è stato fatto è stato protocollato al municipio di competenza VI ex VIII.

Ma Torrespaccata è zona di confine tra tre municipi e interessa tutte e tre le rispettive amministrazioni  e, per importanza non solo di posizione geografica, tutto il comune di Roma.

Per farvi immaginare e visualizzare la situazione tutto cominciò quando passando con la macchina vedemmo un ragazzo che si drogava scopertamente nel giardino della biblioteca comunale di Torre Spaccata.

Bonificammo i due parchi della zona e avvisammo i carabinieri per inserire nel loro giro i posti a rischio.

In questo modo il problema è diminuito notevolmente grazie alla collaborazione tra cittadini e forze preposte dello stato.

Assieme a due membri dell’allora comitato di quartiere cominciammo a studiare la situazione dell’ex vecchio mercato coperto di viale dei Romanisti.

Prendemmo contatto con il gestore e dopo ripetuti incontri tenuti assieme con un consigliere del Municipio.

Grazie all’ausilio di un avvocato e fatti i dovuti controlli, sia noi che sopratutto l’avvocato, abbiamo stipulato un regolare contratto tra la nostra associazione e il precedente gestore.

Ci sembrava incredibile che tre persone normali riunite in associazione, procedendo per gradi e tutto alla luce del sole e rispettando la legge, senza spinte né sotterfugi, avessero raggiunto un traguardo cosi importante per la collettività.

Abbiamo cosi continuato a rispettare tutte le leggi.

Siamo andati al dipartimento di competenza quando abbiamo trovato occupate illegalmente la parte superiore e la parte inferiore del mercato dichiarate inagibili.

Abbiamo registrato il contratto alla agenzia delle entrate e stiamo aspettando tutti i passaggi  successivi. Non elenchiamo qui i tanti eventi culturali costruiti, i patrocini ottenuti, gli interventi socialmente utili organizzati, sia perché è stato tutto protocollato sia perché è il passato.

L’unica cosa che ci preme sottolineare è che abbiamo lavorato duramente senza contributi e sovvenzioni né pubbliche né private ma hanno contribuito ad aiutarci partecipando semplicemente gli abitanti del quartiere.

L’unica nota dolente è che  da allora a tutt’oggi chi da decenni ha distrutto il quartiere e ha fatto pendere alla gente la fiducia nelle istituzioni continua a remarci contro.

Non ufficialmente  ma indirettamente con voci, diffamazioni ed illegalità hanno fatto di tutto per seminare tra le persone diffidenza e sospetto.

Sottolineo che ad oggi dopo controlli ripetuti di vigili, carabinieri e forze preposte nessuno può continuare a dire che siamo illegali. Chi continuerà a farlo se la dovrà vedere con i nostri legali.

La situazione del quartiere oggi è cominciata a cambiare, da un solo bar all’apertura di un supermercato e una rosticceria, e anche un chiosco sulla stessa via de Romanisti.

Il quartiere è oggi più vivo grazie ad un giornalaio e allo storico farmacista. Poi ci siamo noi con cultura e sport, spettacoli e cinema per grandi e bambini.

Le assemblee per ricostituire il comitato di quartiere sono state fatte da noi e ne sono nati due tra cui uno che ha fatto richiesta di rimanere da noi all’ex mercato coperto di Torre Spaccata , mentre l’altro ha sede nel nuovo mercato rionale.

Noi siamo l’esempio pratico di come i cittadini hanno il diritto e possono riqualificare parti in disuso del patrimonio comune intervenendo dove lo stato ha abbandonato tutto.

Nonostante difficoltà e portaborse, minacce personali e ostacoli fisici con tenacia e semplicità  e la forza della ragione culturale e la volontà di difendere un bene collettivo in degrado rendendolo alla collettività restaurato e vivo  siamo qui a  testimoniare che il degrado delle periferie non è un destino indelebile ma il prodotto di scelte e interessi che collettivamente possono essere battuti.

Ora vogliamo diventare un punto di incontro tra persone, una sorta di dopolavoro del cinema e dello spettacolo ma non solo, un posto diverso dove tutti possano  sentirsi uguali nei loro percorsi di arte e lavoro, di vita e condivisione attiva. Un punto interculturale e aperto a giovani e anziani per uno scambio e una ricerca di qualità, di conoscenza e vita reale. Un ex mercato coperto pieno di iniziative culturali tese non solo al divertimento e al gioco ma anche allo studio e alla sperimentazione artistica possibile. Insieme.


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Un commento su “L’Associazione Calpurnia ex mercato di Torre Spaccata per la rinascita del quartiere 

  1. Non ufficialmente ma indirettamente con voci, diffamazioni ed illegalità hanno fatto di tutto per seminare tra le persone diffidenza e sospetto.

    Sottolineo che ad oggi dopo controlli ripetuti di vigili, carabinieri e forze preposte nessuno può continuare a dire che siamo illegali. Chi continuerà a farlo se la dovrà vedere con i nostri legali.
    Excusatio non petita, accusatio manifesta,
    Ma se siete legali, perché non fornite il/i titolo/i che vi autorizza/autorizzano ad occupare l’ex-mercato

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