

Avenali: "per mettere al centro la persona e il bene comune"
“Il servizio civile come impegno per la costruzione della propria comunità, perché i giovani siano parte attiva della società della propria Regione. Un impegno civile fondato su valori di giustizia, solidarietà, inclusione, multi cultura, rispetto per l’ambiente, tutela dei diritti sociali e cooperazione”.
Parole di Cristina Avenali, Consigliere Regionale del Gruppo per il Lazio, che introduce la proposta di legge sull’istituzione del servizio civile regionale, presentata ieri 14 maggio al Consiglio Regionale in conferenza stampa.
“I giovani -continua Avenali- rappresentano una risorsa fondamentale per costruire un nuovo modello culturale: la proposta di legge che ho presentato oggi vuole porsi come uno strumento innovativo e come facilitatore per una esperienza formativa che sia anche trampolino di lancio per l’accesso al mondo del lavoro. Nella consapevolezza che il rilancio economico non basta, e che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo è necessario puntare anche sulla ricostruzione della coesione sociale, mettendo al centro la persona ed il bene comune”.
Il consigliere presenta allora i punti di forza della proposta, delineandoli nella possibilità per la Regione di garantire il riconoscimento di crediti formativi, appoggiandosi alle università, la certificazione delle competenze acquisite, così da poter creare dei curricula riconosciuti e legittimati, la futura collocazione nel mondo del lavoro per chi si appassiona, il riconoscimento del servizio civile come periodo di servizio prestato presso enti pubblici e non solo privati. L’obiettivo si dichiara quello di contribuire alla nascita di un nuovo modello culturale e sociale nel Paese, partendo dalle realtà locali, e “in cui i giovani possano finalmente giocare un ruolo di primo piano, in cui la crescita sociale abbia lo stesso valore della crescita economica”.
Nella legislazione laziale non esiste ancora una legge ad hoc sul servizio civile. Su questo punta la consigliera: “la nuova compagine amministrativa e politica vuole dare un segno di novità e cambiamento anche nelle politiche sociali e giovanili”.
Una nuova amministrazione regionale, dunque, che si presenta “investitore” su ambienti da sempre considerati “rimorchio”. L’amministrazione “punta sui giovani e sulla valorizzazione del Terzo settore, elemento chiave soprattutto in un momento di difficoltà economiche e sociali, per pensare ad un rilancio capace di mettere in rete crescita economica e sviluppo sociale e culturale, in un’ottica complessiva di crescita, dopo anni in cui la politica ha sottratto sempre più risorse al settore no profit”.
Cambiamenti che si allineano perfettamente con le ultime direttive del Governo. “Proprio ieri ha lanciato le linee guida per la Riforma del Terzo settore, che comprendono anche il Servizio civile. Infatti la proposta di legge punta sulla formazione e certificazione delle competenze, prevede la possibilità di partecipazione dei giovani stranieri residenti nel Lazio, di poter svolgere un periodo o tutto il servizio civile all’estero, di rivolgersi alle ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni e per un periodo flessibile tra gli 8 e i 12 mesi”.
Il primo obiettivo della proposta di legge é quello di coinvolgere 1000 giovani e di ottenere 6 milioni di euro previsti. “Sarebbe un ottimo primo risultato, che porrebbe il Lazio allo stesso livello di altre Regioni virtuose, che fanno del servizio civile una vera opportunità per mettere in relazione settore pubblico, privato e no profit”.
A sostegno della proposta interviene anche Cristian Carrara (Per Il Lazio), vice presidente della commissione cultura, secondo cui tale legge regionale può dare ai giovani la possibilità di venire a contatto con il mondo del terzo settore, da sempre poco sponsorizzato e partecipato, soprattutto negli o ultimi anni. Una proposta, continua il vice presidente, che tenta di creare una nuova mentalità secondo cui è possibile spendere il proprio tempo lavorando per il bene della comunità e per aiutare a costruirla. “Tanti ragazzi che vivono l’esperienza del servizio civile finiscono poi con il trovare in quello stesso ambito degli sbocchi professionali. Questo perché il servizio civile sopperisce anche alla mancanza di integrazione fra università e mondo del lavoro, che troppo spesso purtroppo si registra”.
“È inoltre utile – conclude Carrara – capire che i fondi investiti nei giovani e nel servizio civile non sono fondi che andranno persi, ma che avranno un ritorno, poiché i ragazzi si formano professionalmente e imparano a produrre, acquistando perciò valore sia economico che sociale. Questa legge è scritta anche per fare in modo che ci sia un serio monitoraggio delle attività che vengono proposte ai giovani e di come questi ultimi vivono l’esperienza che hanno scelto di fare”.
Oltre alla nascita di una nuova mentalità comune e sociale, la proposta prevede anche alcuni obiettivi concreti come la creazione di un albo regionale degli enti e organizzazioni di servizio civile che operano sul territorio; un programma annuale per definire priorità, criteri di selezione dei progetti e dei giovani, forme di monitoraggio e valutazione dei progetti; un Fondo regionale per il servizio civile, in cui confluiscono risorse della Regione, nazionali e comunitarie, ma anche donazioni. Viene poi istituita la Consulta regionale per il servizio civile, quale organo permanente di consultazione, confronto e raccordo tra la Regione ed enti e organizzazioni di servizio civile. Infine per dare professionalità al progetto e a chi ne fa parte, è previsto grande spazio alla formazione dei giovani, degli operatori e dei responsabili attraverso una formazione più generale e una specifica per i giovani, e dei corsi di formazione e aggiornamento a beneficio di responsabili e operatori, insieme al monitoraggio dei progetti attuati.
Una sola proposta di legge che si impegna a toccare tutti i punti vitali della nostra società: il lavoro, l’economia, i giovani, il sociale. Una proposta di legge con prospettive di lungo periodo.
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