Legalità e solidarietà, un connubio che si rinnova

Aperto all'Esquilino un nuovo emporio solidale in un locale confiscato alle mafie.

Inaugurato venerdì 15 dicembre 2023 lo “Slow Social Market”, un nuovo emporio solidale in via Carlo Cattaneo, nel quartiere Esquilino.

Il locale che ospita il social market, gestito da Libera e dall’Associazione di volontariato Nonna Roma, è un immobile confiscato alla criminalità organizzata e quindi rappresenta la seconda realtà di questo genere, dopo l’emporio aperto a gennaio 2023 a via degli Equi, nel quartiere di San Lorenzo, anch’esso in locali confiscati alla criminalità organizzata.

Il progetto dell’emporio sociale nasce per superare la mera distribuzione dei pacchi alimentari, concedendo così agli utenti la possibilità di scelta dei prodotti alimentari necessari, così da dare maggiore consapevolezza e dignità alle famiglie coinvolte.

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Il punto distribuzione aperto all’Esquilino rappresenta l’incontro tra il lavoro che Nonna Roma porta avanti da anni attraverso l’impegno costante dei suoi volontari su molti territori di Roma e l’azione di Slow Food Roma per affermare l’universalità del diritto a un’alimentazione non solo sana ma gustosa e di qualità, nonché rispettosa delle condizioni di lavoro di chi quel cibo lo produce.

Questo spazio rappresenta una risposta concreta alla vulnerabilità economica e sociale di centinaia di famiglie della zona. La concezione nasce dall’ambizione di costruire un diverso modello sociale ed economico ha detto Alberto Campailla, Presidente di Nonna Roma. “Slow Social Market si impegna a garantire il diritto di tutti a un cibo buono, sano e sostenibile. Un passo fondamentale nella costruzione di un modello sociale più equo che promuova pratiche alimentari sostenibili e lotta alle disuguaglianze grazie anche al supporto di Pòleis Polo civico Esquilino

Il progetto di Nonna Roma e Slow Food Roma è finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese e dal Municipio Roma I, che fornisce i locali oggetto di confisca.

Abbiamo scelto di intitolare il locale a Jerry Essan Masslo” continua Campailla “vittima innocente delle mafie, grazie alla collaborazione con Libera Roma. L’intitolazione del bene a Masslo, rifugiato politico sudafricano che si batteva contro razzismo e schiavitù del caporalato, è solo il primo passo di un percorso di memoria e impegno contro le mafie che faremo tramite questo spazio. Oggi insieme iniziamo un nuovo percorso nella lotta contro la povertà e ogni forma di ingiustizia.”

Il sistema, già utilizzato nei diversi empori solidali gestiti da Nonna Roma, prevede che le persone in difficoltà economica segnalate dal Servizio sociale municipale possano fare la spesa attraverso un sistema di assegnazione mensile di punti-spesa commisurati al bisogno, tenendo conto delle loro difficoltà sociali, economiche e personali.

Con l’inaugurazione di ‘Slow social market’, rispondiamo concretamente alla vulnerabilità economica e sociale che affligge molte famiglie nella zona” conclude Alberto Campailla. “Di social market ce n’è bisogno: ‘Slow social market’ è una risposta tangibile a un’urgente necessità di molte famiglie che lottano per mettere insieme il pranzo con la cena. Basato sull’esperienza dei Social market a viale Palmiro Togliatti, San Lorenzo e Bastogi, questo progetto non solo contrasta la povertà ma, puntando all’autodeterminazione delle persone assistite, crea relazioni e comunità.

La sua apertura, a due passi da Termini, e in sinergia con le altre realtà è di immenso valore per promuovere il diritto di tutti a un cibo buono, sano e sostenibile, contribuendo così alla giustizia sociale in un bene confiscato alle mafie”.

Inaugurare questo Emporio in cui le associazioni danno risposte concrete a problemi reali della cittadinanza è importantissimo” ha dichiarato Gaetano Salvo, referente di Libera per Roma e Provincia. “È il primo passo nel contrasto alle mafie e alle disuguaglianze sociali. Farlo proprio su un bene confiscato alle mafie rappresenta il valore fondamentale del riutilizzo sociale, realizzando il principio cardine della legge 109/96. Dedicare questo spazio, che verrà attraversato dalla comunità e non solo, a una vittima innocente delle mafie, aggiunge un tassello ulteriore al percorso di memoria viva che, come Libera, portiamo avanti

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