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L’impegno della Provincia di Roma per il sociale, la cultura e lo sport

In un'intervista a Roberta Agostini il bilancio di un mandato e i propositi per il futuro
Enzo Luciani - 10 Marzo 2008

Nata a Pesaro nel 1966, laureata in filosofia, documentarista, Roberta Agostini è consigliera provinciale uscente e presidente della commissione Cultura, politiche Sociali e Sport. E’ responsabile dell’organizzazione per il Partito Democratico di Roma e fa parte della direzione nazionale del PD. E’ stata consigliera comunale durante la prima Giunta Rutelli, dove ha lavorato nella commissione urbanistica. Da sempre si è occupata dei diritti delle donne e dei temi della laicità e della bioetica.
Al margine di un incontro organizzato dalle associazioni Donne Arcobaleno e Periferie, in occasione della Festa della Donna le abbiamo posto alcune domande.

Qual è il bilancio della sua attività di consigliere provinciale nella giunta Gasbarra?

Sono stati cinque anni intensi di lavoro non solo mio, ma di tutta la squadra che ha lavorato con il presidente Gasbarra. Mi sono occupata soprattutto dei temi della mia Commissione: cultura, politiche sociali e dello sport. Il bilancio è stato positivo: la Provincia ha ritrovato un ruolo in questi settori che era abbastanza appannato.
Sulle politiche sociali si è fatto un ragionamento d’insieme, di sistema: oltre a garantire il sostegno diretto ad alcune fasce più deboli della popolazione, abbiamo cercato di dare applicazione alla legge 328/2000, una legge di pianificazione.
La Provincia ha trovato un suo ruolo nella logica di pianificazione di distretto, sostenendo i comuni, mettendoli in rete, ma ha anche svolto un ruolo di supplenza ad alcune funzioni che rappresentavano un carattere d’urgenza. Ad esempio, per quanto riguarda l’assistenza ai ragazzi disabili nelle scuole, abbiano stanziato in questi anni diversi milioni di euro, perché ci è sembrato un compito importante cui assolvere. Oppure nelle politiche a favore dell’handicap abbiamo favorito la mobilità delle persone con disabilità con il servizio “+bus” esteso in tutta la provincia di Roma che ha accompagnato, aiutato a muoversi le persone con delle difficoltà.
Contemporaneamente abbiamo aiutato i comuni più piccoli a dotarsi di assistenti sociali (di cui erano sprovvisti). Abbiamo aiutato le donne in difficoltà con l’attivazione di istituzioni importanti: i centri antiviolenza sulle donne ed anche il centro per le donne in difficoltà, svolgendo campagne di prevenzione nelle scuole, operando a favore delle donne in stato di disagio e di difficoltà.
Abbiamo attuato (prevedendo uno specifico fondo) anche una politica nei confronti dei minori per le adozioni consapevoli di come sia in aumento la domanda di adozioni e quanto sia difficile e costoso soprattutto accedere alle adozioni internazionali.

E nel campo della cultura?

Abbiamo realizzato diversi obiettivi previsti nel programma elettorale di Gasbarra, che abbiamo cercato via via di attuare. Fino ad arrivare all’ultima realizzazione che abbiamo discusso nel corso di una riunione molto affollata. Si tratta della Film commission di Roma Provincia e del Lazio, che è una struttura di cui si sentiva la necessità, perché favorirà la produzione cinematografica nel nostro territorio. Roma ha una spiccata vocazione all’industria audiovisiva e cinematografica, ma ancora non aveva uno strumento come la Film commission per favorire la produzione cinematografica nel nostro territorio. Abbiamo colmato una lacuna. Siamo ai primi passi ma contiamo di accrescere il nostro impegno, non solo con buone idee ma anche con risorse adeguate.
C’è stata anche una buona attività sui teatri di cintura. Abbiamo costituito il circuito teatrale della Provincia di Roma. Abbiamo cercato di dare un sostegno alle produzioni teatrali indipendenti, a tuta una ricca realtà di compagnie teatrali anche giovanili che spesso e volentieri non trovano spazio e non trovano risorse per potersi affermare.
Siamo stati accanto al Comune di Roma sostenendolo nella realizzazione di iniziative importantissime che hanno dato un rilievo internazionale alla città, come la Festa del Cinema e tutte le attività connesse con l’Auditorium, con Musica per Roma.
Abbiamo cercato di aprire nuovi musei e di dare sostegno ai musei esistenti: dal museo Manzù ad Ardea a quello della canapa a Pisoniano, per citare due esempi molto diversi.
Abbiamo sostenuto le attività dei teatri di cintura di Ostia, di Tor Bella Monaca e dato un contributo importante per la realizzazione del Teatro e Biblioteca Quarticciolo, un teatro aperto anche grazie alle risorse della Provincia e che contribuirà alla riqualificazione del quartiere partendo da un settore importante quale quello della cultura.
Poi abbiamo attuato una politica di sostegno al tessuto delle attività associative, molto esteso a Roma, e che rappresenta un valore da sostenere di per sé in quanto è una risorsa democratica, perché rinsalda il legame tra la cultura e i cittadini, spesso nelle realtà dimenticate dalla cultura quella dei grandi circuiti.

Quali saranno i punti forza per il futuro?

Innanzitutto dobbiamo rafforzare e proseguire quanto già da noi realizzato ed avviato. Vorrei sottolineare un punto fondamentale: la Provincia diventa sempre più importante in una situazione, come quella romana, di un’area metropolitana. Si tratta di svolgere sempre più un’opera di integrazione molto più stretta tra la capitale e il suo hinterland e gli altri 120 comuni che gravitano su Roma. Spesso si considera queste due realtà come contrapposte, invece noi sappiamo ed abbiamo messo in campo una politica per questo. Roma non crescerà se non crescerà di pari passo la sua area metropolitana. Roma non può scaricare i suoi problemi sull’area che la circonda anche perché ciò pregiudica lo sviluppo generale. Ci deve essere una politica che deve guardare nel suo insieme i vari fenomeni e tentare di dare una risposta unitaria e risolutiva. Attorno a Roma ci sono comuni che crescono con velocità diversa, che hanno forti problemi sociali, economici differenti. Quindi ci deve essere una politica complessiva che li ricomprenda; mi riferisco in particolare alla politica della mobilità, della casa, delle infrastrutture, dell’ambiente.

Qual è l’obiettivo che le sta più a cuore e per il quale si spenderà di più nella prossima consiliatura?

Vorrei lavorare sui temi che mi hanno impegnato e appassionato in questi anni, quelli della cultura, del sociale, dello sport. Per lo sport abbiamo fatto un nuovo regolamento, poco dopo esserci insediati per l’uso delle palestre che devono diventare sempre di più luoghi aperti di aggregazione del territorio. Le scuole devono essere sempre di più centri di incontro e di socialità per il territorio. Ma servono anche nuovi impianti sportivi, perché li reclamano i livelli della pratica sportiva attuali e perché nuove strutture soprattutto nelle periferie urbane possono contribuire a migliorare il livello della qualità della vita delle popolazioni.


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