Erdogan e i diritti umani – Gli altri chi? – 181 errori in 220 articoli di un decreto legislativo – Perché no Luigi Marino – La famiglia dei copion

Fatti e misfatti di luglio 2016
Mario Relandini - 21 Luglio 2016

Erdogan e i diritti umani

“Nessuno – ha sprezzantemente dichiarato quel Presidente turco Erdogan il quale, dopo il fallito “golpe” contro di lui, ha già arrestato più di 50 mila fra militari e civili, ha lasciato che molti venissero linciati e sta di nuovo obbligando le donne ad indossare il velo – nessuno può darci lezioni sui diritti umani”.

Per conoscerli, in effetti, il Presidente turco Erdogan li conosce. Solo che è sempre stato molto restio ad applicarli. Ed ora, addirittura, li ha sospesi finché riterrà necessario. Chissà che cosa ne penseranno, tra l’altro, tutte quelle donne le quali, a capo scoperto e a braccia nude, hanno innalzato cartelli, a “golpe” fallito, per festeggiare il ritorno al potere del loro idolo laico e democratico.

Angela MerkelGli altri chi?

“Sulla “Brexit” – è la notizia – la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha concesso più tempo a Londra”.

Ennesima testimonianza che l’Unione europea non è l’Unione europea: l’Unione europea è la Cancelliera tedesca Angela Merkel. E gli altri? Gli altri chi?

181 errori in 220 articoli di un decreto legislativo

“Il nuovo “Codice sugli appalti” in attuazione delle direttive dell’Unione europea – che era stato pubblicato, il 18 aprile scorso, dalla “Gazzetta ufficiale” – è stato pubblicato di nuovo per eliminare i 181 errori che i 220 articoli contenevano”.

Il giornalista Gian Antonio Stella, nell’evidenziarlo in un documentato articolo sul “Corriere della sera” di oggi, si è alla fine chiesto, giustamente, perché mai il testo originario del “Codice” fosse stato affidato, per la sua redazione, al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio anziché al competente Ministero delle Infrastrutture. Più che probabile questa risposta: perché al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio c’è, benché inesperta, l’ex comandante dei vigili urbani di Firenze, che è una fedelissima del “premier” Renzi, e al Ministero delle Infrastrutture chissà quel “Codice” in quali artigli di gufo sarebbe potuto finire. Risposta – come si dice – salvo errori ed omissioni. Ma, presumibilmente, più omissioni che errori.

Perché no Luigi Marino

“Ma perché – si sono chiesti, in molti, dopo le dimissioni del senatore Renato Schifani da capogruppo di “Alleanza popolare” (Nuovo Centro Destra+Udc) – non è stato nominato nuovo capogruppo il vice Luigi Marino, ex di “Scelta civica”, ed è stata invece nominata Laura Bianconi, ex di “Comunione e liberazione”?”.

La risposta dei maligni: perché il senatore bolognese Luigi Marino è stato amico, “boia d’un mànd lìder”, dello stregone Mario Monti e la senatrice romana Laura Bianconi, “mica porto l’anello ar naso”, è attuale molto molto vicina alla fatina Maria Elena Boschi. Ma guarda un po’ i maligni…

Timbrificio Centocelle

La famiglia dei copion

“Dopo che si è scoperto come Melania Trump – alla Covention repubblicana di Cleveland – avesse pronunciato un discorso, a favore del suo Donald, uguale a quello pronunciato nel 2008, da Michelle Obama, a favore del suo Barak, si è ora scoperto che ha copiato il suo discorso, a favore di papy, anche il figlio maggiore”.

Un vizio, dunque, della famiglia Trump. Manca solo che il candidato repubblicano Donald in persona finisca per copiare, uno di questi giorni, un discorso del democratico Obama. Copiona la madre, copione il padre, copione il figlio di loro due, la famiglia dei copion.

Stefano e il pronostico mancato

“Un giorno – aveva pronosticato, a suo dire, il faccendiere “furbetto del quartierino” Stefano Ricucci – finirò sul telegiornale”.

Non aveva invece previsto che sarebbe finito, più di una volta, in carcere.


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