Maggiori controlli sulla qualità delle carni di polli e tacchini 

Li ha chiesti Italia Nostra Lazio in una lettera aperta al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
Redazione - 22 Novembre 2021

In una lettera aperta al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e agli assessorati regionali all’Ambiente, alla Salute e all’Agricoltura, Italia Nostra Lazio (Commissione Ambiente e Salute) chiede di verificare che le norme 2007/43/EC,DL 27/7/2010 N181; 1999/74/EC, Reg.CE 852/2004; reg. CE 853/2004;Reg. CE 854/2004; reg.CE 882/2004; Reg.CE 1099/2004; Reg. CE 1/2005; Reg.CE 2073/2005; reg.CE 1099/2009; reg. CE 178/2002; reg.UE 1169/2011; relative all’Animal Welfare della European Commission siano pienamente rispettate da tutti i produttori/allevatori agricoli e zootecnici della Regione Lazio.

“Sappiamo – prosegue la lettera – che in Europa circolano circa 4.000 milioni di polli, 170 milioni di oche ed anatre, 150 milioni di tacchini, 400 milioni di galline ovaiole.

Le carni dovrebbero essere prive di tracce di antibiotici, farmaci, sostanze chimiche ed ormoni.

Si è visto che la trasformazione dei pollifici-gabbie in pollifici a terra, in alcune aree della regione (come ad esempio nella Tuscia), sono lunghi tunnel, talvolta scarsamente illuminati, a doppia corsia, dove i polli ruspano in andata e ritorno, stretti gli uni agli altri, arrivando a beccarsi fra di loro fino ad uccidersi. Ciò non solo è dannoso per gli animali ma anche per gli esseri umani che possono contrarre batteri e virus.

E’ accertato scientificamente che gli allevamenti intensivi di polli e tacchini a carattere industriale ed i prodotti di scarto da questi derivati, contribuiscano all’effetto serra e dunque ai cambiamenti climatici tant’è che si stanno valutando modi per trasformarli ed utilizzarli sotto forma di biocombustibili.

Esiste inoltre una specie di gallina ovaiola, in grado di produrre 4 uova al giorno, e galline tarate alla crescita per produzione carne, in 90/120 giorni, salvo poi morire.

La crescita precoce, ormonata, di polli, tacchini e galline, provoca alterazioni nel sistema osseo di questi stessi, arrecando anormale accrescimento.

Secondo i principi dell’Animal Welfare, polli e tacchini dovrebbero essere ben nutriti, ben ambientati ma soprattutto ben soppressi, per garantire la sana catena alimentare umana.

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L’Italia, nota al mondo per l’alto livello di cultura tecnico-gastronomica, dovrebbe garantire una catena di alta qualità alimentare, scevra da quel concetto di “produzione industriale di cibo” così ricercata dagli altri Paesi extra europei.

Il modo in cui gli animali vengono soppressi, dovrebbe essere costantemente pianificato, controllato e gestito dalle Asl , avvalendosi di veterinari,farmacisti,microbiologi ed analisti chimici, in grado di valutare il livello di eventuali o effettive tossine depositate nelle carni avicole.

La Regione Lazio, rivelatasi tra le prime regioni italiane nella campagna vaccinazioni anti Sars Cov 2,

potrebbe dimostrare, anche in questo ambito, una cura ed una attenzione particolare, distinguendosi da tutte le altre regioni, nella produzione welfare di qualità delle carni.

Incentivare le produzioni avicole a terra, in modo biologico ed integrato, mirando alla qualità del prodotto finale e non alla quantità avicola a carattere industriale che, alla lunga, potrebbe rivelarsi davvero tossica per gli esseri umani favorendo l’insorgenza di patologie neuromotorie.

Gli Assessorati all’Ambiente ed alla Salute, potrebbero  richiedere verifica assidua sul metodo di soppressione degli animali, accertandosi che non siano utilizzati gas (p.e. gas nervino o similari ) o veleni che possano residuare nelle carni avicole.

Sollecitare le Asl delle province di Roma, Rieti, Viterbo, Frosinone, Latina e Sudpontino, nel controllo assiduo periodico di tali strutture, dedicate all’allevamento di polli, anatre, oche e tacchini per le relative carni, peraltro suggeriti e preferibili nel consumo, da nutrizionisti e professionisti sanitari.

La Regione Lazio potrebbe farsi capofila di una politica di controllo qualità che sia di esempio in tutta Italia ed in Europa nonché nel resto del mondo.

Non a caso, nel corso del G20 è stata avviata una politica di scambio tecnico-culturale e scientifico tra Italia e Stati Uniti d’America, per la salvaguardia ambientale, agricola e zootecnica.

Gli italiani, rinomati nel settore della ricerca scientifica, possono offrire conoscenza e metodo nella coltivazione agricola e nell’allevamento zootecnico, nonché nella cultura gastronomica ed enogastronomica”.


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