Merano Wine Festival, grande successo di pubblico e del buongusto

Anna Onori, Henos Palmisano - 15 Novembre 2021

Martedì 9 novembre 2021 si è concluso il XXX Merano Wine Festival e, per essere una edizione ridotta, le ben 5000 presenze (nel pieno rispetto delle leggi anti-covid) hanno attestato uno straordinario successo dell’evento, del quale, noi, amanti del buon vino e del buon cibo, ne eravamo ben consci, avendo conosciuto di persona il vulcanico Helmuth Kocher.

Merano è una cittadina elegante e raffinata, non per niente l’imperatrice Sissi ci veniva spesso per le cure termali, adattissima alle fantastiche invenzioni di Helmuth Kocher: un festival del vino di eccellenza, punto di incontro per espositori, buyers, giornalisti, curiosi-amanti del buongusto.

La selezione dei vini e dei cibi presentati ed offerti in degustazione, durante la manifestazione, sono il frutto di un anno di “lavoro” delle commissioni di assaggio, composte da esperti del settore.

Titolo della edizione di quest’anno è stato “Le ali della bellezza” e senz’altro i “cacciatori” della bellezza dell’enogastronomia italiana hanno mantenuto le più rosee aspettative.

La manifestazione è stata assistita da giornate tiepide e piene di sole con le circostanti montagne incappucciate da una neve bianca e soffice, dando modo agli oltre 600 espositori (aziende vitivinicole, spirits e culinaria) di magnificare al meglio i loro prodotti.

E sì cari amici uno spettacolo la coreografia della natura in questo inizio di novembre: le montagne innevate che circondano Merano, i terrazzamenti di campi coltivati a vite, le varie sfumature di verde, giallo, rosso, marrone, i meleti ornati a festa con i frutti rossi, tutto questo con lo straordinario sottofondo musicale del fiume Passirio. Purtroppo, dato il poco tempo a disposizione, abbiamo a malincuore dovuto lasciare la meditazione bucolica per metterci instancabilmente a “lavorare”.

In poco più di due giorni abbiamo degustato numerosi vini (oltre 100) e cibi (anche questo un numero incalcolabile) di eccellenza, che, per brevità, ne citeremo solo alcuni.

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Ben forniti di calici, ci siamo tuffati negli spumanti per un sontuoso aperitivo a base di Ferrari Brut e Berlucchi Franciacorta e, stimolato così l’appetito, siamo entrati nello stand GourmetArena: la Campania trionfava con ogni tipo di leccornia; incuriositi dalla “Tenuta Chirico srl”, caseificio di Ascea Marina (SA), ci siamo avvicinati al banco di Silvia Chirico per assaporare le ovoline insaporite da un “CUOR D’OLIO” (EVO), gustosissime ed assoluta novità per noi.

Straordinari i formaggi erborinati di capra e di mucca di Davide Perrone, una azienda giovane nata nel 2013 a Rivarossa (TO).

Dobbiamo ammettere che quest’anno girare tra i banchi d’assaggio è stato più facile e, giornalisticamente, molto produttivo perché, senza la ressa degli anni passati, i produttori sono stati più disponibili nel fornire dettagli dei prodotti e delle aziende.

Dopo i piacevoli saluti ad amici come la famiglia Cotarella (a rappresentarla c’era Enrica) e Chiara Turazzini (dottore in Scienze Agrarie e responsabile dell’area tecnica del “Consorzio Tutela Vino Custoza Doc”), ci siamo rituffati nei vini in bella mostra nel palazzo liberty (o Jugendstil come dicono a Merano) del Kurhaus.

Attirati dal banco di Roberta Accardo, Direttore Vendita Italia Fantini Group, ci siamo accomodati su due comodissime poltrone a degustare un ottimo rosato ed uno strepitoso blend composto da “Cinque Autoctoni” (nome originale per l’assemblaggio di Malvasia Nera+Negramaro+Primitivo dei comuni di Sava e Manduria e Montepulciano+Sangiovese rispettivamente di Colonnella ed Ortona): profumo di frutti di bosco maturi, cannella, ciliegia, chiodi di garofano, liquirizia, tutti confermati al palato con in più un sentore di tabacco a dare un perfetto equilibrio.

Avremmo continuato all’infinito a parlare con Roberta, competente e simpaticissima (nonostante la mascherina nascondesse il sorriso, i suoi occhi brillavano di comunicativa), ma il tempo tiranno ci costrinse a lasciarla per continuare il nostro compito di “Ricercatori del Buongusto”.

Arrivederci Merano, arrivederci Helmuth al prossimo anno.


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