

Il caos supplenze travolge i servizi per l'infanzia. Il dramma dei genitori tra turni impossibili e disagi
Lo squillo del telefono interrompe la riunione in ufficio a metà mattina. Sullo schermo compare il numero del nido comunale e la comunicazione è sempre la stessa, temutissima dai genitori: «Oggi non riusciamo a coprire il turno pomeridiano, venite a prendere vostro figlio prima del previsto».
Per centinaia di famiglie romane che contavano sull’apertura estiva degli asili nido nel mese di luglio, la conciliazione tra lavoro e cura dei figli si sta trasformando in un percorso a ostacoli.
Una criticità strutturale che, secondo le denunce dei comitati dei genitori e delle sigle sindacali, non rappresenta più un’eccezione straordinaria ma un disservizio ricorrente che sta investendo a macchia d’olio diversi territori della Capitale.
Il mese di luglio è da sempre il periodo più critico per la tenuta dei servizi all’infanzia, complici le ferie del personale di ruolo e l’aumento dei congedi per malattia. Quest’anno, tuttavia, il meccanismo delle supplenze tempestive sembra essersi inceppato del tutto, costringendo molte strutture a tagliare l’orario pomeridiano.
Il caso è esploso in Assemblea Capitolina. A sollevare la questione è il consigliere comunale di Azione, Antonio De Santis, che punta il dito contro i vuoti d’organico delle maestre educatrici.
«La carenza di personale nei nidi e nelle scuole dell’infanzia è una piaga cronica che l’amministrazione non riesce a sanare, scaricando il peso sia sulle famiglie sia sulle educatrici rimaste in trincea», attacca De Santis. «Ci sono strutture che, rimaste prive di sostituzioni per le assenze improvvise, non hanno altra scelta se non quella di chiedere l’uscita anticipata degli alunni».
Le criticità maggiori si registrano nel quadrante sud-ovest della città. Al nido Irlandesi, nel Municipio XI, le famiglie denunciano richieste di prelevare i piccoli con largo anticipo diverse volte alla settimana.
Scenario analogo al nido Cocco e Drilli, nel Municipio XII, dove una mamma racconta sconsolata: «Solo a luglio sono stata contattata già quattro volte mentre ero al lavoro. Organizzarsi con poche ore di preavviso è diventato un incubo».

Dal fronte sindacale arriva la conferma di una macchina organizzativa in forte affanno. Claudia Bruschi, dirigente dell’Usb ed ex assessora municipale alla Scuola, evidenzia come le falle più evidenti emergano proprio nelle ore del post-pranzo. «Le segnalazioni più allarmanti arrivano dai territori a più alta densità di strutture attive, in particolare nei Municipi III, V e VII», spiega Bruschi. «Le lavoratrici in servizio devono sostenere ritmi gravosi per coprire i vuoti, operando in condizioni di forte stress. Se gli organici restano ridotti al lumicino, la qualità stessa del servizio rischia il collasso».
A rincarare la dose è Hemanuela Crisanti, esponente del Comitato precari dei Municipi di Roma Capitale: «Luglio si sta confermando un mese drammatico. I supplenti non arrivano, il personale è ridotto al minimo indispensabile e le educatrici devono fare i salti mortali per garantire la vigilanza».
Oltre al nodo delle cattedre vuote, il dibattito politico si infiamma anche sulle condizioni ambientali delle aule, aggravate dalle temperature roventi delle ultime settimane. I vertici romani di Fratelli d’Italia — con il presidente della federazione romana Marco Perissa, il consigliere capitolino Federico Rocca e la responsabile Scuola Laura Marsilio — hanno sollevato il problema del microclima interno alle strutture, ritenuto inadeguato per la salute di bambini e operatori in diverse zone della città.
Su questo punto il Campidoglio difende l’operato degli ultimi mesi, rivendicando il completamento di un maxi-piano di installazione dei condizionatori che ha permesso di climatizzare 87 asili nido, dando la priorità proprio a quelli inseriti nel piano di apertura estiva.
Un intervento che però, secondo il sindacato Usb, presenta ancora delle zone d’ombra: «Ci risultano alcune criticità localizzate, in particolare nei Municipi V e XI dove permangono problemi di funzionamento, mentre in alcune strutture dei Municipi III e VII gli impianti non sono ancora presenti». La richiesta che sale dai territori è univoca: accelerare lo scorrimento delle graduatorie prima che il servizio estivo si trasformi in un boomerang per chi lavora.
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