Una pioggia di idee per cambiare i quartieri, il piano “Spazi a colori” mobilita Roma: 187 progetti dal basso

Boom di proposte da scuole, comitati e associazioni per riqualificare le aree critiche con l'urbanistica tattica. In testa il Centro storico e San Giovanni, cantieri al via nel 2027. Caccia ai fondi dei privati

C’è una spinta che parte dai marciapiedi, attraversa i cortili delle scuole e chiede spazio nelle stanze del potere capitolino. È la risposta dei cittadini a “Spazi a colori”, l’avviso pubblico lanciato da Roma Capitale per raccogliere progetti di urbanistica tattica ideati direttamente da chi i quartieri li vive ogni giorno.

La prima fase del bando si è chiusa con un successo che è andato ben oltre le previsioni degli stessi uffici comunali, confermando la voglia dei romani di riappropriarsi dei luoghi pubblici attraverso interventi leggeri, rapidi e capaci di cambiare il volto di una strada con un tocco di vernice, nuove panchine e fioriere.

I dossier completi arrivati sulla scrivania del Dipartimento Urbanistica entro la scadenza sono 187, e coprono capillarmente tutti i quindici municipi della città. A firmarli non sono stati solo studi di architettura, ma reti spontanee di residenti, comitati rionali, associazioni culturali, istituti scolastici e imprese locali.

Interventi reversibili contro la sosta selvaggia davanti alle scuole

Il pacchetto delle proposte è stato presentato ufficialmente all’Urban Center della Capitale. La filosofia alla base del piano, fortemente voluto dall’assessorato all’Urbanistica, è quella della città policentrica e dei servizi a portata di mano. I progetti presentati non prevedono grandi colate di cemento o sventramenti complessi, bensì micro-interventi sperimentali e facilmente modificabili nel tempo.

Il mirino dei comitati si è concentrato su incroci pericolosi, slarghi degradati e piazze soffocate dalle auto in doppia fila. Gran parte delle idee punta a mettere in sicurezza le cosiddette “zone scolastiche”, le aree antistanti le biblioteche, i parchi pubblici e i centri anziani, restituendo spazi pedonali protetti là dove oggi regna l’anarchia della sosta irregolare.

Per finanziare la prima tranche di interventi, il Campidoglio ha già messo sul piatto 700 mila euro, che copriranno i cantieri tra la fine del 2026 e il 2027. Ma l’amministrazione punta a moltiplicare le risorse: è già in corso un’interlocuzione per coinvolgere partner privati — a partire dalla Fondazione Roma — e non si esclude il ricorso a piattaforme di crowdfunding per permettere ai quartieri di co-finanziare i propri progetti. Per tagliare i tempi della burocrazia, gli uffici stanno preparando un Accordo Quadro che consentirà di aprire i primi cantieri all’inizio del 2027.

La mappa del voto: il Centro e l’Appio guidano la classifica

La palla passa ora alla Commissione tecnica di valutazione, composta dagli esperti dei dipartimenti Urbanistica, Mobilità, Ambiente e Servizi per la Mobilità, che dovranno scremare i progetti in base alla fattibilità e all’impatto sociale.

L’analisi geografica delle domande rivela una città a due velocità. Il cuore storico della Capitale fa la parte del leone, seguito a ruota dai quadranti densamente popolati di Roma Est e Roma Sud, mentre la periferia nord appare più tiepida:

I Municipio (Centro Storico): È il territorio più attivo con ben 34 proposte;

VII Municipio (San Giovanni/Cinecittà): Segue al secondo posto con 25 progetti;

V Municipio (Prenestino/Centocelle): Chiude il podio a quota 22.

A seguire si piazzano l’VIII Municipio (19), il XII (15), il IX (12), il II (11) e il XIV (10). Sotto la doppia cifra si attestano il III Municipio con 8 progetti, segnato da un ex aequo a quota 7 per il IV, il VI e l’XI. In coda troviamo il X Municipio con 6 proposte, il XIII con 3 e, fanalino di coda, il XV Municipio (Cassia/Flaminia) con una sola candidatura presentata.

«Dietro questi numeri c’è una città viva, che non aspetta passivamente ma propone e vuole prendersi cura del proprio territorio», dichiara soddisfatto l’assessore capitolino all’Urbanistica, Maurizio Veloccia. «Ora i nostri tecnici valuteranno le proposte per far partire i progetti più solidi. Il ringraziamento va a tutte le realtà che hanno deciso di mettersi in gioco per trasformare Roma insieme a noi».

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