Ospedale Bambino Gesù: prosegue lo stato di agitazione per il contratto

La protesta davanti la sede di San Paolo. I sindacati: "da cinque anni senza il rinnovo del contratto"

Sono davvero tante le bandiere così come i diversi striscioni che questa mattina (Giovedì 14 Dicembre 2023), sono state esposte da parte del personale sanitario dell’ospedale Bambino Gesù che ha manifestato sotto la sede di San Paolo.

“Dopo 5 anni di attesa, non accettiamo e non accetteremo che il lavoro dei dipendenti del Bambino Gesù sia messo in svendita.
La nostra mobilitazione proseguirà fino a un giusto contratto, con gli stessi salari e gli stessi diritti dei colleghi della Sanità pubblica”, hanno detto i lavoratori dell’ospedale pediatrico capitolino.

La protesta dei lavoratori del Bambino Gesù:

Alla base della protesta la proposta dell’amministrazione dell’ospedale di applicare a infermieri, operatori socio sanitari, ausiliari e tecnici tabellari stipendiali più bassi di tutta la sanità ospedaliera, pubblica e privata. Un accordo siglato da Cgil e Uil ma dal quale si è sfilata la Cisl che oggi capeggia la rivolta.

“Noi non ci stiamo e diciamo no a ingiuste discriminazioni nei confronti di lavoratori che svolgono servizio pubblico a livelli di assoluta eccellenza.
Il personale di una struttura che è punto di riferimento per i piccoli pazienti di tutto il mondo deve essere valorizzato come merita e non penalizzato da un rinnovo che qualcuno pensa di far passare a condizioni da saldo di fine stagione, sottraendo quasi un’intera mensilità dalle retribuzioni”, scrive in una nota la Cisl Fp Lazio.

Il sindacato si oppone al tabellare stabilito, inferiore non solo al contratto collettivo nazionale 2019-2021 della sanità pubblica “attualmente in vigore e a cui noi crediamo fortemente che Opbg debba uniformarsi, ma addirittura al ccnl sanità privata Aris-Aiop che è ancora riferito al rinnovo 2016-2018”.

La Cisl Fp: “Stipendi tutelino lavoratori e famiglie”

“La nostra è una linea molto netta, la stessa che portiamo avanti, unitariamente agli altri sindacati, anche ai tavoli nazionali per il rinnovo dei contratti della Sanità pubblica e privata: il lavoro nel servizio sanitario nazionale deve essere sostenuto e retribuito con stipendi che tutelino le famiglie dall’inflazione e che ne riconoscano tutto il valore pubblico a beneficio di pazienti e comunità. Si tratta – sottolinea la Cisl Fp del Lazio – di dipendenti e professionisti che svolgono servizio pubblico in strutture che fanno parte del sistema sanitario nazionale e che per questo vengono finanziate con risorse pubbliche”.

In base alla legge 187/95 l’ospedale Bambino Gesù è stato equiparato ad una struttura pubblica e per questo riceve dal Mef, all’inizio di ogni anno, il 90% dei contributi per le prestazioni dell’anno precedente, oltre quelli garantiti dalla Regione Lazio, al pari di tutte le altre strutture sanitarie accreditate con il servizio sanitario regionale. “A fronte di questo non ci sono scuse per non riconoscere al personale gli stessi tabellari stipendiali del contratto di sanità pubblica” insiste il sindacato.

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