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Pezzi di L’Aquila a pezzi: scatti di una realtà immobile

Dal 6 aprile ad oggi, il percorso fotografico di Mastrorillo indaga la zona d'ombra della realtà aquilana e dell'animo umano

L’Aquila si nasconde tra le macerie della città che fu, si nasconde nei ricordi delle persone che la abitavano e si nasconde in una parola che sembra la rinascita di un luogo destinato ad essere, almeno per il momento, altro: Aliqual. Il fotografo torinese Massimo Mastrorillo è da tempo sensibile conoscitore del delicato equilibro del territorio abruzzese in cui si immerse la prima volta con Temporary? Landscapes, progetto nato a due anni dal sisma per documentare l’evoluzione della città e per “restituire L’Aquila ai suoi abitanti”.

Un anagramma nato dalla ripetizione di una parola fino al suo sfaldamento che nasconde la realtà dietro una zona d’ombra? Oppure l’unione di due parole che significano altro e uguale? Con Aliqual non ci addentriamo nel paesaggio destrutturato che Temporary? Landscapes proponeva né ci troviamo di fronte a un confronto passato-presente. Quello che fa Aliqual è creare un percorso ai limiti dell’onirico, in cui pezzi di passato e pezzi di un ipotetico futuro si sovrappongono restituendo agli occhi di chi guarda non una visione concreta ma, appunto, una zona d’ombra, che è quella da cui nascono le paure dell’essere umano.

Ognuno dei trentadue scatti, rigorosamente verticali, è avulso dal contesto ed esce dal fondo in maniera così nitida da avere una propria concreta struttura concettuale sospesa in un tempo indefinito, lo stesso in cui sono sospese le esistenze degli aquilani, a ormai 6 anni da quel giorno d’aprile. Il progetto di Mastrorillo punta a non essere solo una mostra ma vuole diventare anche un libro fotografico: “Questo libro nasce dall’esigenza di mostrare quello che i più si rifiutano di vedere e che i media non hanno mai voluto raccontare e dal tentativo di registrare impensate possibilità d’esistenza” – scrive Mastrorillo – “Aliqual riguarda tutti noi, perché un terremoto può distruggere le case, ma le radici le può distruggere solo l’uomo”.

La mostra Aliqual è visitabile fino al 31 ottobre presso la Leica Galerie di Milano ma per sostenere la campagna online di crowdfunding c’è tempo fino al 25 ottobre.


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