

Blitz della Polizia Locale di Roma Capitale contro la ricettazione di alta profumeria. Cinque denunciati: tutto è partito da una fattura falsa esibita durante un normale controllo sui banchi
Fragranze esclusive dei marchi più prestigiosi esposte tra i banchi del mercato domenicale più famoso della Capitale, ma senza una filiera d’acquisto trasparente.
Un maxi-sequestro da 150.000 euro ha scosso l’alba di Porta Portese, dove gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno intercettato e messo sotto sequestro oltre 1.300 prodotti di alta profumeria di dubbia provenienza.
L’operazione si è conclusa con il deferimento a piede libero di cinque persone, accusate a vario titolo di ricettazione aggravata in concorso.
Il blitz, coordinato dal Comando Generale del Corpo, è stato materialmente eseguito dagli specialisti della Direzione Sicurezza Urbana insieme ai caschi bianchi dell’Unità SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale), da tempo impegnati nel monitoraggio del rispetto delle regole commerciali e del contrasto all’illegalità diffusa all’interno delle aree mercatali romane.
L’intera indagine affonda le sue radici in un normale controllo di routine avvenuto nelle scorse settimane tra le piazzole di Porta Portese.
In quell’occasione, il titolare di un posteggio di vendita — un uomo di 46 anni, di origini bangladesi ma con cittadinanza italiana — aveva esibito agli agenti una documentazione fiscale e delle fatture d’acquisto che avevano sollevato immediati sospetti sulla loro autenticità.
I successivi e meticolosi riscontri incrociati condotti dagli investigatori della Polizia Locale hanno confermato i dubbi dei primi accertamenti, svelando un circuito di approvvigionamento opaco.
Ieri mattina è così scattato il blitz definitivo: gli agenti si sono presentati all’apertura del mercato, bloccando il quarantaseienne — peraltro già gravato da precedenti specifici per reati della stessa natura — e altri quattro complici coinvolti nella gestione della merce.
Oltre alla denuncia penale trasmessa alla Procura della Repubblica di Roma, i caschi bianchi hanno proceduto al sequestro penale preventivo di tutti i 1.300 profumi rinvenuti sul posto, per impedire che venissero venduti ai clienti ignari.
In queste ore, l’attività investigativa si sta concentrando sull’analisi tecnica dei codici a barre e dei lotti identificativi stampati sulle confezioni sequestrate.
L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire a ritroso la filiera del reato per individuare i magazzini commerciali o i depositi logistici dai quali i profumi sono stati originariamente sottratti.
Proprio in questa cornice, il Comando della Polizia Locale ha lanciato un invito pubblico: gli uffici di via della Consolazione restano a disposizione di tutti i cittadini e dei titolari di profumerie della provincia che abbiano recentemente subito e denunciato furti o spaccate, al fine di incrociare i dati e consentire l’eventuale restituzione della merce recuperata ai legittimi proprietari.
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